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''Come affrontare il Mobbing'' Settore Pari Opportunità – Mobbing e C.U.G. CSA della Cisal Università

Montecatini,  22 - 23 - 24 maggio 2015

SINTESI ed ADATTAMENTO al comparto Università del Manuale Stop Bullying. Challenging bullies and achieving dignity at work by National Union of Journalists, Headland House, 308-312 Gray's Inn Road, London, WC1X 8DP.

 

Gli artefici del mobbing possono essere soggetti sovraordinati o colleghi di pari grado, scelgono le loro vittime per motivi politici, per la maggiore o minore cultura, identità sessuale, religione. Gelosia e insicurezza da parte del mobber possono rappresentare un fattore scatenante. Alcuni/e sono vittime di mobbing perché sono avvertiti/e come una minaccia, altri perché sono benvoluti/e o rispettati/e. I mobber spesso se la cavano facendo in modo che i loro bersagli pensino di essere in torto, in modo che le vittime non se la sentano di procedere. E’ normale, per chi è vittima del mobbing, cercare ragioni in grado di spiegare perché sono stati presi di mira. Qualunque sia la ragione, tuttavia, è sempre inaccettabile. E’ sempre il mobber, non il suo bersaglio, a dover essere contestato.

 

Prima di presentarsi con un reclamo formale, occorre essere preparati ad intraprendere successivamente un’eventuale azione legale.

Consigli per chi (pensa o crede) di subire Mobbing.

Importante fare chiarezza con se stessi:

•  ammettere a se stessi che si è vittima di mobbing;

• credere in se stessi. Essere forti e determinati per rimanere saldi – non sempre le persone sanno come trattare un/una collega vittima di mobbing. Pertanto preparati all’apatia, alla indifferenza altrui;
• una volta che hai deciso di intraprendere un’azione, fallo rapidamente ma in modo calmo e organizzato;

• procurati immediatamente sostegno e consiglio – vai dal tuo rappresentante sindacale o parlane con un/una    collega di fiducia;
• prendi un appuntamento con il tuo medico di fiducia e raccontagli/le cosa ti accade al lavoro.

Iscritti al sindacato accusati di mobbing o aggressività.

Accade anche questo! La posizione delle associazioni giornalisti da cui è tratto questo breve elaborato è di totale condanna del mobbing. Ogni iscritto che ritenga di esserne vittima da parte di un altro iscritto dovrebbe rivolgersi agli organi statutari ovvero i probiviri. Il testo originario “Il regolamento dell’Associazione Giornalisti” riporta che si investe il Collegio dei Probiviri “di decisioni disciplinari nei confronti dei soci che contravvengano alle norme dello Statuto sociale o comunque alle regole della correttezza professionale o della probità morale in modo tale da compromettere il prestigio dell’Associazione o il buon nome del giornalismo”.

Consigli per il rappresentante sindacale che sostiene/difende chi (pensa o crede ) di subire Mobbing.

Incontra il collega e presta ascolto alle sue preoccupazioni: i casi di mobbing possono essere tra i casi più delicati che vi troverete ad affrontare come rappresentanti sindacali. Gli iscritti spesso sono reticenti sull’argomento, ma potete aiutarli a migliorare sensibilmente la loro vita lavorativa.

Assistere i colleghi in casi di mobbing e aggressività può rivelarsi un processo difficile ed è importante che il sostegno sia adeguato, appropriato ed efficace.

• fissa un incontro con il collega fuori dall’ufficio o in qualche luogo privato e assicurati di poter rispettare l’impegno;
• domanda al collega quale è il suo scopo, fornisci consigli, ma presta ascolto ai suoi desideri;

• ribadisci al collega che intraprendere un’azione equivale a tenere sotto controllo la situazione;

• dimostra che non lo consideri ipersensibile, che quanto accaduto non e una banalità e che il sindacato è pronto a fornire aiuto;
• illustra quali sono le procedure e le possibilità previste;

• rassicura che tutta la questione sarà mantenuta a livello confidenziale;
• offriti di rappresentare il collega ma chiedi assistenza se non ti senti del tutto in grado di farlo da solo.

Svolgi la tua indagine:

• scopri se altri colleghi hanno incontrato problemi simili. Se sì, chiedi loro maggiori dettagli su ogni evento di mobbing accaduto;

• procurati, se esiste, una copia dei documenti di politica aziendale e assicurati di seguire accuratamente la procedura;

• se il problema del collega si verifica con il proprio superiore diretto, informati su chi dovrebbe ricevere il reclamo;

• aiuta il collega a redigere chiaramente il reclamo. Questo può contribuire a trovare la soluzione più adatta;

• incoraggia il collega a tenere un registro degli episodi i mobbing subiti;

• accompagna il collega e consigliagli di non presentarsi mai da solo/a ad un incontro. Digli che non deve sentirsi in dovere di partecipare a un incontro se non sono presenti o disponibili rappresentanti sindacali.

Il diritto legale di essere assistiti da un rappresentante sindacale è garantito dallo Statuto dei Lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300);

• tieni un diario degli incontri;
• continua a sostenere il collega e informalo sui progressi del reclamo;

• se il collega è insoddisfatto del risultato del reclamo e decide che l’unica strada efficace è il ricorso al tribunale del lavoro o, in alternativa vuole presentare le sue dimissioni, accertati che sia stata seguita per intero la procedura interna di reclamo. Se non sei convinto di come si è proceduto rivolgiti  ad un Centro/Associazione della tua città che lotta contro il mobbing.

Consigli per il Comitato di Redazione ed i Fiduciari - adattato per i designati/eletti nei C.U.G. delle Università.

Non è facile contrastare il mobbing sul lavoro, ma è essenziale ostacolarlo. Una volta riconosciuto che si è a contatto con un comportamento mobbizzante :  va affrontata la situazione!

I “Comitati Unici di Garanzia per le Pari Opportunità, per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (G.U. n.134 dell'11 giugno 2011) assumono tutte le funzioni che la Legge e i contratti collettivi avevano attribuito ai Comitati per le Pari Opportunità (C.P.O.) e ai Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing. Il C.U.G. di riferimento nel proprio ente è un interlocutore unico, più efficace e completo a cui i lavoratori potranno rivolgersi nel caso subiscano una discriminazione e vogliano porvi rimedio. Si tratta di un intervento di semplificazione e razionalizzazione che risponde all'esigenza di garantire maggiore efficacia ed efficienza nell'esercizio delle funzioni alle quali il nuovo organismo è preposto.

Il Settore Pari Opportunità – Mobbing e C.U.G.

Responsabile: Maria Colagrossi (Università degli Studi Roma TRE)

Francesca Gilioli (Università degli Studi di Parma)

 

Coordinamento C.U.G del Csa della Cisal Università

Sergio Degli Innocenti (Università degli Studi di Trieste)

Per approfondimenti scrivi a:

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