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La valutazione del rischio stress lavoro-correlato - Settore Pari Opportunità – Mobbing e C.U.G. CSA della Cisal Università

A cura di Maria Colagrossi e Francesca Gilioli - Settore Pari Opportunità – Mobbing e C.U.G. CSA della Cisal Università.

 

Il giorno 9 Febbraio 2016, presso il Palazzo Centrale dell’Ateneo, è stato organizzato dal Servizio Prevenzione e Protezione l’incontro per presentare il percorso che l’Ateneo di Parma ha intrapreso per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato.

 

Da un'ampia introduzione del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione e del Medico Competente è stato illustrato il fenomeno del disagio lavorativo, che si sintetizza come lo stato di malessere che si manifesta con sintomi fisici, psichici o sociali legati all’incapacità delle persone di colmare uno scarto tra i loro bisogni e le loro aspettative e la loro attività lavorativa. Inoltre, è stato sottolineato che tale valutazione è un obbligo normativo prorogato al 2012, come previsto dagli artt. 17, comma 1, lettera a) e 28 del D.Lgs.81/08 in capo al Datore di Lavoro.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre al D.Lgs. 81/80, ha ampliato il concetto salute del lavoratore, non solo sinonimo di assenza di malattia e infermità: ovvero, oltre l’alterazione anatomopatologica o fisiopatologica, si aggiunge il concetto di stress. La normativa impone di valutare l’esistenza unicamente dello stress correlato al lavoro e la valutazione è generale e non di carattere personale. Ciò trova conferma in quanto riportato nelle indicazioni della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro illustrate in un documento approvato il 17 novembre 2010, che hanno fornito un percorso nel quale la valutazione deve prendere in esame non i singoli lavoratori ma i gruppi omogenei di lavoratori, inclusi i dirigenti e i preposti che risultino esposti a rischi dello stesso tipo.

A nostro parere particolare attenzione deve essere riservata al modo in cui il tema in esame interagisce con il più ampio obbligo di valutare tutti i rischi nel luogo di lavoro, mobbing incluso.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la lettera circolare n. 23692 del 18 novembre 2010 ha confermato e ribadito i punti fondamentali del Dlg. 81/2008 e delle successive linee operative regionali ed interregionali relativi agli adempimenti aziendali riguardanti la valutazione del rischio connesso allo stress lavoro-correlato: tutte le aziende, pubbliche e private, debbono pianificare ed iniziare le attività di analisi del rischio stress a decorrere dal  31/12/2010; viene definito dalla circolare un “percorso metodologico” a cui le aziende debbono riferirsi, ma si lasciano ampi spazi decisionali alle aziende stesse per individuare le migliori modalità di intervento specifico.

Il “percorso metodologico” proposto dalla circolare prevede una prima fase di intervento “minimo” dell’analisi del rischio e, ove indispensabile, una successiva fase di approfondimento. In via preliminare sono, quindi, necessarie:

–     una valutazione comparata di quelli che sono gli indicatori “oggettivi” di stress dell’azienda in rapporto alle altre società del settore (a livello locale, regionale, nazionale)

–     una considerazione puntuale delle fonti di stress che caratterizzano l’azienda in relazione al comparto produttivo specifico;

–     una valutazione della capacità di tenuta allo stress dell’organizzazione stessa (resistenza organizzativa).

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato si articola in due fasi: una necessaria (valutazione preliminare); l’altra eventuale (valutazione di approfondimento).

Possiamo concludere che il legislatore attribuisce alla valutazione dello stress lavoro-correlato l’obiettivo della prevenzione e della riduzione dello stress presente sul luogo di lavoro attraverso l’individuazione e l’implementazione di interventi migliorativi sull’organizzazione del lavoro da cui poter sviluppare le tematiche legate al benessere organizzativo a tutto tondo. La strategia, le persone, i processi organizzativi, comunque con il perseguimento di un risultato orientato alla crescita di performance organizzativa.

Sarebbe interessante sapere anche le esperienze che ciascuno di voi ha in merito alla tematica affrontata. Ad ogni buon conto si allega la lettera circolare n. 23692 del 18 novembre 2010 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Maria Colagrossi e Francesca Gilioli

Settore Nazionale Pari Opportunità – Mobbing e CUG - CSA della Cisal Università

Parole chiave: rischi psico-sociali, stress lavoro-correlato, mobbing, violenza sul luogo di lavoro, valutazione dei rischi, d.lgs. 81/2008, performance, organizzazione.

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