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Dichiarazione a Verbale all'Aran del CCNL 2016/2018 della FGU Gilda Unams

 

Roma, 19 aprile 2018

All’ ARAN

Via del Corso, 476

00186 Roma RM

 

Oggetto: nota a verbale del CCNL 2016/18 della Federazione Gilda Unams

La FGU, pur mantenendo delle riserve, sottoscrive il CCNL allo scopo di poter rappresentare il personale del Comparto nelle importanti sequenze contrattuali previste e nelle contrattazioni integrative.

La FGU, in particolare, esprime dissenso per il contenuto dell’articolo 22 nella parte in cui collega il diritto dei sindacati rappresentativi a partecipare alla contrattazione integrativa alla sottoscrizione dello stesso CCNL; tale previsione è in palese contrasto con quanto sancito dalla Corte Costituzionale nella sentenza 231 del 2013.
La FGU rileva, inoltre, che le risorse stanziate sono del tutto inadeguate a garantire il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni nel periodo di blocco dei contratti. La FGU ribadisce che il personale scolastico risulta per quanto riguarda le retribuzioni anche nell’attuale comparto, che è solo formalmente unificato.


Per quel che riguarda la sezione relativa all’Università, il CCNL non ottempera a nessuno dei quattro punti di cui era composto l’Atto di Indirizzo dell’ex Comparto Università: flessibilità del salario accessorio, ordinamento professionale, personale che opera nei policlinici e problematiche dei CEL, che rimangono quindi irrisolti; a ciò si aggiunga il peggioramento complessivo della parte normativa che è stata solo sfiorata, ma in peggio, come nel caso della formazione del personale i cui contenuti da contrattazione diventano semplice materia di confronto.

Per quel che riguarda la sezione relativa alla Ricerca, i tempi stretti imposti dal Governo alla trattativa non hanno consentito alle parti di approfondire le specifiche problematiche degli EPR.

Il riferimento contenuto nell’Atto di Indirizzo alla Carta Europea dei Ricercatori e al d.lgs. 218/16 avrebbe dovuto portare ad un contratto più avanzato e innovativo del precedente, in grado di valorizzare la specificità e l’autonomia professionale del personale della ricerca. Il CCNL oggi sottoscritto, invece, non affronta, rimandandole di fatto al prossimo rinnovo, le questioni più importanti, tra cui i percorsi per il superamento del precariato e l’accesso in ruolo (la “tenure track” non è stata neanche discussa), e le progressioni economiche e di carriera del personale (respinta, in particolare, la reintroduzione dell’ex art. 15 per i ricercatori e tecnologi) .

Per quanto attiene all’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) non può non rilevarsi che, dopo nove anni di attesa, il testo contrattuale risulta assolutamente inadeguato a corrispondere alle numerose e ormai inderogabili richieste di un settore di pari livello di quello universitario. Il CCNL, peraltro, non ha sanato quelle “ataviche” ingiustizie nei confronti di alcune categorie di personale – i docenti di seconda fascia – per le quali ci si aspettava una positiva soluzione in linea con quanto rappresentato al MIUR in occasione degli incontri tecnici per l’atto di indirizzo. In realtà per l’AFAM c’è stato un “non contratto” poiché nessuna trattativa si è svolta sulle tematiche specifiche del personale di Accademie, Conservatori, Isia e ISSM: agevolazione e semplificazione delle procedure di concessione dei permessi artistici, delle autorizzazioni allo svolgimento della libera professione in campo artistico, delle aspettative per sottoscrivere contratti in posizioni superiori; interpretazione autentica della locuzione “rilevazione obiettiva della presenza in servizio” per abolire l’utilizzo del badge per la docenza; ridefinizione dei profili professionali e riqualificazione del personale tecnico-amministrativo con valorizzazione delle professionalità interne; rendere effettivamente concreto l’accesso al telelavoro e allo smart-working. Di contro, sono state peggiorate alcune disposizioni contrattuali quali la composizione della delegazione di parte pubblica per la contrattazione integrativa d’istituto, ora rimessa al Consiglio di Amministrazione (che potrebbe perfino escludere il Direttore dell’istituzione), e la riduzione al solo “confronto” di materie prima oggetto di contrattazione.

Nel complesso, appare evidente che si tratta di un contratto “ponte” (il CCNL appena definito scadrà a fine anno) che rimanda al prossimo rinnovo le questioni più importanti (come ad es. le modifiche all’ordinamento professionale di cui, nei prossimi mesi, si dovrebbe comunque occupare una Commissione paritetica).

Il Coordinatore nazionale

Rino Di Meglio


Via Salaria 44 – 00198 Roma

Tel. 06 8845005 – 06 8845095 Fax. 06 84241481

www.gilda-unams.it

 

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