Questo il principio sancito dalla Cassazione a Sezioni unite con ordinanza n. 14689/2015 che viene recepito dalla Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Toscana, con la sentenza n. 68 del 15 marzo 2016, che respinge pertanto la tesi della Procura che aveva invece ipotizzato un’estensione della responsabilità amministrativa ai rappresentanti delle RSU e delle OO.SS. territoriali, stante il concorso determinante fornito da tali soggetti al perfezionamento e alla firma degli accordi produttivi di danno.

Roma, 13 aprile 2016 – “Le organizzazioni sindacali non autonome, che il 5 aprile scorso hanno sottoscritto la riduzione dei comparti del Pubblico Impiego da 11 a 4, si sono rese complici di un nuovo tentativo del Governo di eliminare ogni forma di confronto e di dissenso espressi dalle parti sociali.

Arturo Maullu - segretario generale CSA della Cisal Università
Il testo della bozza di accordo sui comparti che non è stato sottoscritto da CGU-CISAL, prevede che nell’ormai ex comparto università, caso unico in tutto il pubblico impiego, per effetto dell’applicazione dell’art. 5 punto III della suddetta ipotesi di accordo, le AOU di tipo A che “sarebbero” : Palermo, Messina, Napoli SUN, Napoli Fed. II° e Roma Sapienza confluiscano nel comparto dell’Istruzione e della Ricerca, mentre per effetto dell’applicazione dell’art. 6 le Aziende Ospedaliere Universitarie di tipo B, che sono la maggior parte, confluirebbero tutte nel comparto Sanità.
Nell’ambito degli universitari equiparati alla dirigenza, addirittura la divisione è su tre fronti, almeno per la contrattazione di secondo livello, in quanto attualmente i docenti o i tecnici laureati medici si ritroverebbero nell’area della sanità insieme agli equiparati delle professioni sanitarie, mentre i docenti non medici o gli equiparati a dirigenti amministrativi, tecnici e professionali si ritroverebbero nell’area delle Funzioni Locali e addirittura gli attuali dirigenti universitari parrebbe che vadano a confluire nell’area delle Funzioni centrali.
Ci meravigliano e non poco i comunicati odierni, soprattutto di CGIL e CISL, che hanno sottoscritto un accordo del genere, che di fatto spacca l’Università in più parti considerato che, comunque, anche nelle AOU di tipo B il personale docente resta universitario ed i compiti istituzionali restano gli stessi delle AOU di tipo A, una aberrazione giuridica, a dir poco!Francesco Cavallaro - segretario generale CISAL
L’incidenza sul PIL della spesa previdenziale effettiva, se correttamente riportata, risulta inferiore rispetto a quanto finora calcolato. Dalla riforma Dini alle attuali proposte in tema di pensione anticipata, le soluzioni in materia indicate finora sono viziate da valutazioni scorrette.
Roma, 31 marzo 2016 – “Penalizzare le pensioni anticipate (Damiano, Boeri e le stesse CGIL, CISL e UIL) rappresenterebbe una vera contraddizione in termini, che di fatto confermerebbe gli effetti perversi della legge Fornero, che solo a parole si afferma di voler superare.

L'Aran convoca i sindacati per il 4 aprile
Una soluzione ponte sulla rappresentatività, per dare ai sindacati un tempo definito per aggregarsi e superare anche nei nuovi comparti le soglie di iscritti ed elettori necessarie a sedersi ai tavoli per i rinnovi contrattuali. Sarà questo il meccanismo, accompagnato da criteri chiari per evitare alleanze solo di facciata, che l’Aran metterà sul piatto per superare l’impasse nella ridefinizione della geografia del pubblico impiego necessaria a far partire le trattative per il rinnovo dei contratti nazionali degli statali.
Arturo Maullu - segretario generale CSA della Cisal Università
Abbiamo lasciato libertà di coscienza ai colleghi e colleghe se aderire o meno alla manifestazione odierna indetta dalla CRUI, mai come in questo caso crediamo legittimo dubitare delle rivoluzioni che partono dall’alto.
Fa ancora più specie il fatto che la “protesta” non si capisce bene contro chi sia rivolta, visto che al governo, il Ministero per l’Università è un incarico ricoperto da un’ex rettore ed il cui direttore generale, sempre del MIUR, è appannaggio di un’ex direttore amministrativo universitario.Qualora l’assenza del lavoratore non sia intenzionale e quindi non vi sia stata volontà di eludere il controllo fiscale è illegittimo il licenziamento. Questa è stata la decisione della Corte di Cassazione che con la Sentenza n. 4695 del 10 marzo 2016, ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento operato dall’azienda nei confronti di un lavoratore in malattia che era risultato assente al controllo fiscale del medico della ASL competente.
Le posizioni assicurative degli iscritti alla gestione ex Inpdap rese note con comunicazione personale.