Comunicato della Segreteria Nazionale sulla Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) Si apre uno “spiraglio" sul trattamento economico del P.I.
Alcuni commi della legge di stabilità 2015 (legge n. 190/2014) dedicati al pubblico impiego introducono delle novità relativamente al trattamento economico dei pubblici dipendenti contrattualizzati. Ciò, con particolare riguardo ai vincoli sui fondi per la contrattazione integrativa e per le progressioni economiche. In particolare, per effetto della mancata proroga dell’efficacia delle disposizioni di cui all’art. 9 del d.l. 78/2010 (come convertito in legge 122/2010 e successive modificazioni apportate dal DPR 122/2013 e dalla legge 147/2013) non sono più soggette a vincoli limitativi:
L. 104/1992 art. 33 D.lgs 151/2001 artt. 33 e 42, come modificati dalla L. 183/2010 e dal D.lgs. 119/2011
A CHI SPETTANO
I permessi retribuiti spettano ai lavoratori dipendenti:
• disabili in situazione di gravità;
• genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
• coniuge, parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità. Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado soltanto qualora i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (L. 183/2010).
Nuove regole per l'accesso al regime pensionistico come regolate dalla Legge 214 del 22 dicembre 2011 - Riforma Fornero.
La Segreteria Nazionale ha deliberato di sostenere la candidatura del collega Antonio SORIO per rappresentare il personale tecnico-amministrativo nel Consiglio Universitario Nazionale (CUN).

Carissimi colleghi e colleghe
Queste festività di fine anno rappresenteranno per molti, un momento di riflessione e anche di difficoltà economica a causa di questa situazione nazionale ed internazionale che si stà reiterando da alcuni anni in modo negativo sui bilanci familiari. Il mancato rinnovo contrattuale, le drastiche e inique modifiche al sistema previdenziale, i continui balzelli che ogni governo che succede al precedente impone, sarà per molte famiglie difficile da sopportare, e il sindacato tutto, mai come in questo momento dovrà essere forte e coeso, capace di trovare le risposte atte a lenire, almeno in parte, questo disagio che ha colpito come al solito lavoratori dipendenti e pensionati.
Un decreto sulle attese di vita appesantisce la riforma Fornero. Nessuna variazione l'anno prossimo, poi verranno penalizzate soprattutto le lavoratrici autonome e del privato. Fonte Quotidiano.net - ETÀ anagrafica per la pensione di vecchiaia e anni di contribuzione per quella anticipata saranno aumentati di quattro mesi dal primo gennaio 2016. È questo l’effetto del collegamento, previsto dalla riforma, tra incremento dell’aspettativa di vita, come calcolata dall’Istat, e requisiti pensionistici. A certificarlo è un decreto Economia-Lavoro, firmato il 16 dicembre ma ancora tenuto riservato, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
La Cisal ritiene che l’attuale situazione economico-sociale sia insostenibile e non possa protrarsi ulteriormente. Lo afferma Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, precisando che al momento non si registrano effetti concreti di ‘’rilevanza strutturale’’. Né confortano i segnali provenienti dalle istituzioni europee, ancora incerte nel riconoscere l’assoluta necessità di una decisa svolta in direzione di interventi in favore della crescita, con il superamento, quindi, delle annose politiche di rigore e delle conseguenze recessive da esse prodotte.
Chiuse le ''porte'' ai pensionati nella P.A., ma molti rientreranno dalla ''finestra''. In attuazione del decreto legge di riforma della Pubblica Amministrazione, entrato in vigore quest'estate, il ministro Madia in data 4 dicembre us ha firmato la circolare n.6 che vieta di assegnare ai pensionati incarichi di studio e di consulenza, cariche di governo nelle amministrazioni e negli enti e società controllati, incarichi dirigenziali o direttivi (tra cui le posizioni di direttore scientifico e sanitario). Ma ha inserito una tal sfilza di deroghe che di fatto permetteranno il ritorno in attività di una parte congrua di pensionati eccellenti, mettendo in discussione il tanto propagandato ricambio generazionale. Le deroghe: cade il divieto per i pensionati destinati a svolgere il ruolo di commissario o sub commissario negli enti pubblici. E coloro che sono chiamati a svolgere, nell’ambito di determinati progetti già programmati ed approvati dall’ente, così come per gli incarichi di ricerca oppure di attività didattica.
A cura di Arturo Maullu - Segretario Generale CSA della Cisal Università






