La FGU GILDA richiama l’attenzione del Governo e del Parlamento sulla nuova e preoccupante erosione del potere d’acquisto che sta colpendo il personale della Scuola, dell’Università, della Ricerca e dell’AFAM. Il problema non riguarda soltanto la pesante perdita già accumulata durante la fiammata inflazionistica del 2022 e del 2023, coperta solo per circa il 20% – 30% dagli incrementi delle retribuzioni. Nel 2022 l’inflazione media ha raggiunto l’8,1% e nel 2023 il 5,7%, mentre le retribuzioni contrattuali sono cresciute, rispettivamente, soltanto dell’1,1% e del 3,1%.
Il rallentamento dei prezzi registrato nel 2024 e nel 2025, com’è del tutto evidente, ha consentito un recupero solo parziale, senza restituire ai lavoratori quanto perduto negli anni precedenti.
Secondo i dati richiamati dall’OCSE, i salari reali italiani risultano ancora inferiori del 6,1% rispetto al marzo 2021, con una delle perdite più consistenti tra le principali economie avanzate.
