‘’ANCORA FERMI SUI NODI CHE RIGUARDANO IL PERSONALE UNIVERSITARIO’’- LA FGU GILDA UNAMS UNIVERSITA’ VALUTA FORME DI PROTESTA
Si è tenuto il 21 luglio 2026, presso il Ministero dell’Università e della Ricerca, un incontro tra le organizzazioni sindacali di comparto e i rappresentanti del MUR, al quale ha partecipato per la FGU Gilda UNAMS Dipartimento Università una delegazione composta dal Segretario Generale Nazionale, Michele Poliseno, e dal componente della Segreteria Nazionale, Emiliano Pandolfi.
Un incontro senza la Ministra — e senza risposte
La Ministra dell’Università e della Ricerca non era presente all’incontro, trattenuta da un impegno istituzionale sopravvenuto. In sua vece, a guidare la delegazione trattante Ministeriale, il Professor Marco Mancini, Segretario generale del MUR, ha illustrato lo stato delle questioni aperte e le intenzioni del Ministero nell’ambito del decreto legge sul pubblico impiego in corso di definizione.
Il quadro emerso è quello di un confronto che stenta a produrre risultati concreti, nonostante la firma del protocollo dello scorso gennaio avesse fissato impegni precisi. A distanza di mesi, nulla di quanto concordato è stato ancora realizzato.
I nodi irrisolti
Tre sono le questioni che continuano a rimanere aperte e sulle quali le organizzazioni sindacali attendono risposte, poiché avrebbero potuto giungere ad immediata risoluzione:
Il primo riguarda lo sdoppiamento del comparto: l’ipotesi di costituire un comparto autonomo per Università, Ricerca e AFAM — separato dalla Scuola — è stata di fatto accantonata su richiesta del Ministro dell’Istruzione e del Merito, che ha chiesto di rinviare ogni decisione in materia. La FGU Gilda UNAMS dipartimento Università ritiene questa interferenza inopportuna: si tratta di questioni che riguardano esclusivamente il comparto universitario e della ricerca, e su cui il Ministero competente è quello dell’Università e della Ricerca.
Il secondo nodo concerne lo 0,55% destinato alle progressioni verticali in fase transitoria: non è stato ancora chiarito se queste risorse possano essere utilizzate senza intaccare i punti organico degli Atenei, generando una situazione di incertezza che blocca di fatto la pianificazione delle carriere del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario. Su questa specifica questione, resta inoltre da chiarire il costo effettivo da imputare al predetto 0,55% per le progressioni di carriera, che ad avviso della FGU GILDA UNAMS Dipartimento Università non può essere imputato al valore teorico del Delta stipendiale, ma deve essere considerato rispetto al reale costo della progressione sulla base dello stipendio tabellare, delle progressioni di carriera e dei differenziali stipendiali effettivamente acquisiti dai dipendenti vincitori, così come espressamente richiesto alla Ministra con una specifica nota prodotta dalla nostra sigla sindacale.
Il terzo riguarda i 25 milioni della parte variabile del Fondo di Finanziamento Ordinario, destinati alla valorizzazione del PTAB, da finalizzare attraverso l’incremento stabile dell’indennità di Ateneo.
A ciò si aggiunga la necessità di addivenire ad uno sblocco del tetto del fondo di contrattazione decentrata, fermo al livello dell’articolazione del 2016 ed all’imprescindibilità di individuare nuove risorse per incrementare gli stipendi del personale delle università, atteso che gli stessi registrano i valori più bassi tra tutti i comparti del pubblico impiego.
La posizione della FGU GILDA-Unams Dipartimento Università
Come tutte le organizzazioni sindacali presenti al tavolo, la FGU Gilda UNAMS Dipartimento Università ha espresso con forza la propria contrarietà a questa situazione di stallo. Dopo la firma del protocollo di gennaio, le lavoratrici e i lavoratori del comparto universitario hanno il diritto di vedere realizzati gli impegni assunti. Ogni ulteriore ritardo si traduce in un danno concreto per chi lavora ogni giorno nelle università italiane.
Per questo, insieme alle altre organizzazioni sindacali rappresentative abbiamo preannunciato lo stato di agitazione, valutando la possibilità di proclamare lo sciopero generale per il mese di settembre, qualora i prossimi incontri non producano risultati tangibili.
I prossimi appuntamenti
Il Professor Mancini ha comunicato che il 29 luglio è in programma un incontro con il MEF, nel corso del quale cercherà di ottenere il via libera sulle questioni allo stato giacenti. Con ogni probabilità, il 30 luglio le organizzazioni sindacali saranno nuovamente convocate al tavolo. Qualora anche quell’incontro dovesse avere esito negativo, la FGU GILDA-Unams Dipartimento Università dichiarerà formalmente lo stato di agitazione e valuterà la proclamazione dello sciopero generale per settembre.
La FGU GILDA-Unams Dipartimento Università continuerà a informare puntualmente le lavoratrici ed i lavoratori su ogni sviluppo della trattativa.
La partita è ancora aperta.
La nostra posizione è chiara: non si torna indietro.
Roma 25.07.2026
La segreteria nazionale
