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Delega fiscale e ‘’SCONTRINI DETRAIBILI’’

Intervista a Francesco Cavallaro - Segretario Generale della CISAL

D.  Segretario Cavallaro, il   Governo Renzi dispone di una delega fiscale che afferma di voler esercitare "scommettendo" anche sul "contrasto di interessi". Cosa ne pensa?

R. Mi verrebbe spontaneo dire "meglio tardi che mai"! Ho sempre pensato, infatti, la Cisal ha sempre pensato, che un Paese con un'evasione fiscale che le ultime stime calcolano in ben 180 miliardi annui, dovesse procedere con priorità e con assoluta determinazione ad una radicale riforma dell'intero sistema impositivo. Per intuibili ragioni di equità, ovviamente, ma anche e soprattutto perché recuperare, sia pure in parte, quella montagna di somme dovute consentirebbe finalmente di aggredire ed abbattere l'altra montagna che condiziona la nostra economia: il debito pubblico che si appresta a sfiorare il 133% del PIL.

D. E Lei pensa che la delega fiscale che il Governo Renzi si accinge ad esercitare possa tradursi in una riforma del tipo auspicato da Cisal?

R. Mi piacerebbe pensarlo, ma peccherei certamente di ingenuità! Quel che invece colgo di positivo nelle voci che circolano e nel dibattito in corso sui media, è che finalmente si parli di "contrasto di interessi" e si voglia "scommettere" sulla sua efficacia. La Cisal ha avanzato da anni una articolata proposta in tal senso, rappresentandola già ai ''Tavoli Tecnici" istituiti da Tremonti e in particolare a quello eufemisticamente denominato "economia non osservata", nonché successivamente, forte dell'approvazione unanime del proprio Consiglio Nazionale, ai Governi che si sono succeduti oltre che alle forze politiche presenti in parlamento.

D. Ci sono alcune riserve espresse in merito all'efficacia del contrasto di interessi, sia di ordine pratico su come poterlo realizzare, sia relativamente al rischio di una perdita di gettito per lo Stato.

R. Difficile in questa sede spiegare in dettaglio la nostra proposta, peraltro a disposizione sul sito della Cisal. Alcune considerazioni, tuttavia, sono possibili.

La prima: nell'epoca della tecnologia digitale avanzata non è credibile che non si riesca a dotare il cittadino/ consumatore di una "carta del contribuente" ovviamente dotata di un chip inalterabile, sulla quale registrare obbligatoriamente tutte (o quelle selettivamente individuate) le spese da utilizzare poi in sede di dichiarazione dei redditi (un po' come avviene per le spese sanitarie!).

La seconda: il Presidente Renzi, o chi per lui, parla di scommessa relativamente all'introduzione nel sistema del contrasto di interessi. Ebbene, non so se sia corretto parlare di scommessa, ma il timore di una perdita di gettito rispetto alla possibilità di aggredire un'evasione fiscale delle proporzioni indicate (180 miliardi!) appare francamente fuori luogo se non addirittura pretestuoso! Il vero rischio sarebbe lasciare le cose come stanno. lo, quindi, parlerei di coraggio!

D. In che senso Segretario parlerebbe di coraggio?

R. Nel senso che lo stesso Presidente Renzi, per la verità, ha più volte espresso la necessità di avere coraggio per "uscire dalla palude" e rimuovere le troppe incrostazioni che bloccano la ripresa. E’ un fatto, che l'evasione fiscale rappresenti una situazione scandalosa ed intollerabile e che necessiti, perciò, non già di una semplice "aspirina", ma di una forte terapia d'urto, di una riforma radicale dell'intero sistema fiscale. L’introduzione nel sistema del "contrasto di interessi" è certamente uno degli strumenti da sperimentare, anche per affrancare il cittadino onesto dalla odiosa e ricorrente tentazione di trarre profitto (a spese degli altri contribuenti) dalla violazione di norme, di barattare, cioè, l'onestà con il guadagno quando invece si potrebbe e si dovrebbe " pagare tutti per pagare meno"!

D. Ma quale vantaggio trarrebbe il contribuente dal "contrasto di interesse" che alcuni chiamano "conflitto di interessi"?

R. Le proposte della Cisal sul Fisco, (come sulla Previdenza, sul Mercato del Lavoro e sul Welfare attivo e passivo), sono tutte formulate nell'ottica strategica di una società finalmente "adulta", nella quale i cittadini non siano considerati aprioristicamente "contro" o incapaci di compiere scelte impegnative, ma perfettamente in grado di intendere e di volere e di assumersi concrete responsabilità. Ad esempio, quella di "collaborare" con lo Stato, esercitando il ruolo di "primo controllore della legalità fiscale (chiedendo e ottenendo fattura, ricevuta o"scontrino parlante"), e ottenendone in cambio, rispondo così alla sua domanda, la possibilità di dedurre/detrarre in sede di dichiarazione dei redditi, parte più o meno consistente delle spese documentate e registrate sulla "carta del contribuente.Tutto questo, ovviamente, non può essere realizzato dall'oggi al domani, ma vedremo se la direzione che sembra voler imboccare il nuovo Governo sarà quella giusta! Naturalmente, l'introduzione nel sistema del "contrasto di interesse" non esclude, ma anzi presuppone l'inasprimento di alcune sanzioni amministrative e la reintroduzione di alcune fattispecie di rilevanza penale, comprese quelle a carattere interdittivo che, agendo su interessi rilevanti dell'evasore, possono costituire un valido deterrente alla pratica evasiva/elusiva.

(intervista a cura del Centro Studi della Cisal)

 

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