La Federazione Gilda UNAMS, nell’ambito delle iniziative sindacali portate avanti a tutela del personale del comparto Istruzione e Ricerca e, in particolare, del settore Università, ha più volte rappresentato al Governo, ai Ministeri competenti e all’ARAN la necessità di procedere ad un adeguamento del valore del buono pasto, fermo da anni ad un importo ormai del tutto insufficiente rispetto all’attuale costo della vita.
Nel corso degli ultimi anni la Federazione ha trasmesso specifiche note e richieste istituzionali finalizzate all’innalzamento del valore del ticket fino a 10 euro giornalieri, evidenziando come l’attuale limite di 7 euro non sia più coerente né con l’andamento dell’inflazione né con il significativo incremento dei costi sostenuti quotidianamente dai lavoratori.
La richiesta sindacale trova oggi un elemento favorevole nell’attuale normativa fiscale che prevede, per i buoni pasto elettronici, l’esenzione fiscale e contributiva fino all’importo di 10 euro giornalieri. Tale previsione consentirebbe infatti un eventuale incremento del valore nominale del ticket senza aggravio fiscale per il dipendente.
Tuttavia, nonostante il quadro fiscale appaia oggi più favorevole, permane un preciso vincolo normativo che, allo stato attuale, impedisce alle amministrazioni pubbliche di procedere autonomamente all’aumento del valore del buono pasto.
Il principale ostacolo è rappresentato dall’articolo 5, comma 7, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito dalla legge n. 135/2012, che nell’ambito delle misure di contenimento della spesa pubblica ha fissato in 7 euro il limite massimo del valore del buono pasto per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.
Pertanto, pur essendo aumentata negli anni la soglia fiscale di esenzione, il limite imposto dalla normativa del 2012 continua a rappresentare un vincolo legislativo vigente che non può essere superato esclusivamente attraverso la contrattazione collettiva.
La Federazione Gilda UNAMS ha evidenziato in tutte le sedi istituzionali come tale situazione determini una evidente penalizzazione del personale del comparto pubblico e, in particolare, dei lavoratori dell’Università e della Ricerca, anche alla luce del fatto che in numerosi comparti del settore privato il valore dei ticket risulta già superiore.
Per tale ragione la Federazione continuerà a sostenere la necessità di:
- superare il limite normativo introdotto nel 2012;
- reperire adeguate risorse finanziarie;
- garantire un concreto recupero del potere d’acquisto dei lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca.
La Federazione Gilda UNAMS continuerà pertanto a monitorare l’evoluzione normativa e contrattuale della materia, mantenendo alta l’attenzione su una misura che rappresenta un importante elemento di tutela economica per il personale.
