Ultime News

Convocate le OO.SS. rappresentative all'ARAN per la prosecuzione dei lavori della Commissione sull'Ordinamento Professionale del Personale Università

Si comunica che l'Aran  ha inviato alle confederazioni sindacali Cgil,Cisl,Uil, Confsal, Cgs ed alle...

Pensione anticipata “Opzione donna”: nuove disposizioni

Fonte: Inps.it Confermata anche per il 2020 la misura del pensionamento anticipato riservata alle do...

INFORMO CUN: adunanza del 14, 15 e 16 gennaio 2020

Rapporto informativo a cura di Michele Poliseno - coordinatore nazionale FGU GILDA - Dipartimento Un...

Lettera al neo Ministro dell'Università e Ricerca Prof. G.Manfredi '' richiesta incontro urgente''

  Trasmessa con Pec a:uffgabinetto@postacert.istruzione.it in data 15.01.2020   Al Ministro del...

Le Nostre Sedi sul territorio


Photogallery

Contratti
ARAN

Raccolta Sistematica
Orientamenti Applicativi
Comparto Università

FERIE e FESTIVITA'

ASSENZE per MALATTIA

Orientamenti Applicativi - aggiornati a dicembre 2016

Permessi retribuiti
Permessi brevi

Permessi per
diritto allo studio

Guida Operativa aggiornata a dicembre 2016

Accordo Quadro in materia di TFR e di Previdenza Complementare del 29 luglio 1999

L’adeguamento retributivo e contributivo nel passaggio dal TFS al TFR dei pubblici dipendenti ai sensi dell’art. 6 dell'AQN

RSU

Quotidiani online
Link Utili

Sintesi Legge 27 dicembre 2019, n. 160 Legge di Bilancio 2020, ed una sintesi del Decreto riferito alle Università

Sintesi Legge 27 dicembre 2019,
n. 160 LEGGE DI BILANCIO 2020


1) Cuneo fiscale per lavoratori dipendenti
Art. 1, comma 7

Per la riduzione del carico fiscale delle persone fisiche, nello stato di previsione del MEF è istituito un “Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti”, con una dotazione pari a:

3 miliardi di euro per l’anno 2020;
5 miliardi di euro annui a decorrere dall’anno 2021.

L’attuazione della riduzione del carico fiscale dei lavoratori dipendenti è, tuttavia, demandata a futuri interventi normativi, nei limiti delle risorse stanziate nel predetto fondo, eventualmente incrementate nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, nell’ambito dei medesimi interventi.

2) Oneri per la contrattazione collettiva nazionale
Art. 1, comma 127

E’ previsto l’incremento degli oneri a carico del bilancio dello Stato per la contrattazione collettiva nazionale, per il triennio 2019-2021, del pubblico impiego e per i miglioramenti economici per il personale statale in regime di diritto pubblico, per:

-          325 milioni di euro per il 2020 (da euro 1.425 milioni di euro già previsti a 1.750 milioni)
-          1,6 milioni di euro dal 2021 (da euro 1.775 milioni di euro già previsti a 3.375 milioni).

La Relazione tecnica allegata al disegno di legge di bilancio specifica che le suddette risorse corrispondono ad un incremento delle retribuzioni medie complessive, del personale appartenente al settore Stato, pari:

-          1,3% per cento per il 2019;
-          1,9% per il 2020;
-          3,5% per cento a decorrere dal 2021.

Resta inteso che, anche per il triennio 2019 – 2021, gli oneri degli incrementi contrattuali relativi al personale dipendente delle amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall'amministrazione statale, tra cui le Università, continueranno, invece, ad essere posti a totale carico dei rispettivi bilanci, giusta art. 1, comma 438 della Legge 145/2018.

 

Cambio al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

Il Miur si sdoppia. Dopo le dimissioni del Ministro Lorenzo Fioramonti, il Ministero del MIUR si sdoppia;  sarà Gaetano Manfredi Presidente Presidente della Conferenza dei Rettori delle università italiane (Crui) e rettore all’Università di Napoli Federico II, il nuovo ministro per l’Università e la Ricerca, mentre Lucia Azzolina già sottosegretario di Stato al MIUR  nel governo Conte bis sarà ministro della Scuola.

 

Comunicato Unitario:Firmata la conciliazione al Miur, Il Ministro assume precisi impegni - i Sindacati sospendono iniziative di mobilitazione

Fonte: www.gildains.it - Si è svolto ieri, 19 dicembre 2019, con la diretta partecipazione del Ministro Fioramonti, l’incontro fra sindacati e MIUR per l’esperimento del tentativo di conciliazione a seguito della proclamazione dello stato di agitazione in tutti i settori del comparto Istruzione e Ricerca da parte di FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams.

Dal Ministro sono stati assunti precisi impegni in ordine alle questioni oggetto del confronto (rinnovo del CCNL, contrasto alla precarietà, nuovo sistema per le abilitazioni, passaggio dei facenti funzioni nel ruolo dei DSGA, soluzioni per completare la stabilizzazione dei precari in Enti di Ricerca, Università ed AFAM), definendo in modo puntuale tempi, modalità e strumenti attraverso i quali portarle a positiva soluzione, come indicato nel verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Il primo tavolo di confronto, incentrato sullo svolgimento dei concorsi, è stato fissato per il 7 gennaio. Entro gennaio partirà quello sui percorsi di abilitazione, in vista del ddl collegato alla legge di bilancio in corso di approvazione. Per i facenti funzioni DSGA il ministro è impegnato a inserire una norma ad hoc nel primo provvedimento legislativo utile.

Entro e non oltre il mese di gennaio prenderà avvio, in raccordo col negoziato presso la Presidenza del Consiglio, il tavolo per il rinnovo del CCNL di comparto. Sempre entro il mese di gennaio si attiveranno i tavoli specifici di settore per Scuola, Università e Afam e Ricerca.

Nel verbale si fa inoltre preciso riferimento alla necessità di consolidare il carattere unitario e nazionale del sistema d’istruzione.

Alla luce dei precisi impegni assunti dal Ministro, sulla cui puntuale attuazione i sindacati continueranno a vigilare, è stata decisa la sospensione dello stato di agitazione.

Roma, 20 dicembre 2019


FLC CGIL    
CISL Scuola UIL Scuola Rua SNALS Confsal GILDA Unams
Francesco Sinopoli Maddalena Gissi Giuseppe Turi Elvira Serafini Rino Di Meglio

Allegati

Verbale Intesa

Comunicato unitario

 

Legge di Bilancio, proclamato lo stato di agitazione per istruzione e ricerca

Un presidio con flash mob davanti al MIUR mercoledì 18 dicembre dalle ore 17 alle ore 19.

Questa l’iniziativa con cui FLC Cgil, CISL FSUR, UIL Scuola Rua, SNALS Confsal e GILDA Unams danno avvio allo stato di agitazione proclamato ufficialmente dalle segreterie unitarie a causa dei troppi nodi che restano ancora irrisolti nel momento in cui la legge di Bilancio 2020 giunge alle battute finali in Parlamento.Dopo la riunione degli organismi nazionali al teatro Quirino di Roma, le cinque organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca chiamano ancora alla mobilitazione gruppi dirigenti, quadri e RSU per ribadire con forza gli obiettivi del documento unitario redatto dopo l’evento del 20 novembre.

In testa alle rivendicazioni, l’aumento delle risorse per il rinnovo contrattuale, visto che quelle stanziate nella legge di Bilancio consentono, a regime, un incremento delle retribuzioni di poco superiore all’inflazione: meno di 80 euro medi mensili, ben lontano dall’aumento a “tre cifre” promesso a più riprese. Le richieste delle sigle sindacali riguardano anche la valorizzazione professionale e la perequazione retributiva rispetto al resto del personale della PA. “Il fatto che oltre il 40% dei lavoratori del comparto beneficia dell’elemento perequativo – affermano Sinopoli, Gissi, Turi, Serafini e Di Meglio - dimostra che le retribuzioni del comparto istruzione e ricerca sono significativamente inferiori a quelle delle altre pubbliche amministrazioni.

Se le risorse stanziate per il rinnovo contrattuale sono comprensive della quota necessaria a finanziare il perequativo, l’aumento medio mensile reale si riduce a circa 70 euro: queste - spiegano i leader dei cinque sindacati - devono pertanto essere considerate aggiuntive rispetto a quelle occorrenti per il rinnovo contrattuale. Al fine di conseguire un reale avvicinamento alla media delle retribuzioni europee, è dunque necessario un ulteriore significativo stanziamento”.

Il presidio di mercoledì 18 dicembre punterà i riflettori anche sulle problematiche relative ai punti delle intese del 24 aprile e 1° ottobre rimasti inattuati, a partire dalla questione degli assistenti amministrativi facenti funzioni di DSGA e dal mancato avvio del tavolo di confronto sui percorsi di formazione e abilitazione.

I sindacati contestano inoltre le invasioni di campo su materie contrattuali che si stanno compiendo in sede di conversione del decreto scuola, che interviene sulla mobilità del personale docente; insistono inoltre sulla necessità di rivedere la normativa generale sul pubblico impiego e di rifinanziare e rendere più flessibile la composizione e l’utilizzo dei fondi del salario accessorio. Il presidio rilancerà anche le motivazioni delle manifestazioni unitarie del 3 dicembre sulla ricerca e del 16 dicembre sull’università.

Roma, 16 dicembre 2019

Leggi :NOTA UNITARIA PROCLAMAZIONE-16122019-def.pdf

Fonte: www.gildaunams.it

 

Lettera agli Iscritti

Arturo Maullu - Coordinatore Generale Nazionale FGU GILDA Unams - Dipartimento Università

Gentile Collega,

le prossime festività natalizie che ci approcciamo a celebrare in serenità e concordia con i nostri familiari e con gli amici più cari, non devono farci dimenticare che anche questo anno, purtroppo, si chiude con una instabilità politica che nel nostro Paese è diventata ormai endemica e, che a sua volta si riflette sulle relazioni sindacali a tutti livelli considerato che oltre a vedere mutare la controparte datoriale, vede mutare anche le politiche sul pubblico impiego, oltre a quelle più generali che governano il paese e questo non sempre in meglio.

Per quanto riguarda il Comparto Istruzione e Ricerca ed in particolare quello nostro, ex Comparto Università, oggi ricompreso in quello più ampio ma con una sua specifica sezione contrattuale, le cose vanno come và il paese, cioè male.

Male perché si continua a perseguire una metodologia che insegue le emergenze e non affronta con coraggio e lungimiranza quella che dovrebbe essere una politica di lungo respiro che investa seriamente sull’istruzione a tutti i livelli, i cui risultati non potrebbero vedersi a breve ma nel giro di cinque, dieci anni, ed in tal modo potremmo forse pensare di poter competere con altri paesi avanzati, in caso contrario dovremo rassegnarci alla mediocrità e ci vedremo sopravanzare tecnologicamente anche da paesi oggi in via di sviluppo.

Cosa possiamo fare noi del sindacato FGU GILDA - Dipartimento Università per modificare questo trend negativo ?... sicuramente continuare ad insistere su una politica sindacale autonoma da ingerenze partitiche, dialogando con tutti, ma senza stare al seguito del carro di nessuno, sforzandoci di far capire a chi governa, di qualunque colore esso sia, che l’Università e tutto ciò che ad essa ruota intorno, se valorizzata come merita, è l’assicurazione per il futuro del paese, perché forma la sua futura classe dirigente e chi si adopererà per la sua crescita culturale e sociale.

La co gestione del potere fine a se stesso, che spesso vede i massimi dirigenti confederali transitare da un lato all’altro del tavolo del confronto, per cui oggi “rappresentano i lavoratori” e l’indomani ‘’la controparte’’ , ha fatto perdere agli occhi dei lavoratori e delle lavoratrici, buona parte della credibilità che il sindacato si era faticosamente conquistata negli anni addietro, anche perché in questi ultimi tempi, spesso riscontriamo che vengono confezionate leggi che più che alla tutela dei diritti dei lavoratori, di sovente mirano a salvaguardare gli interessi della casta di cui sono essi stessi parte integrante.

Noi questo non lo abbiamo mai permesso, nessuno fin’ora ha potuto utilizzare il nostro sindacato come trampolino di lancio per intraprendere carriere politiche o per interessi personali e siamo certi che sarà così anche in futuro. Questa nostra politica sindacale probabilmente ci impedirà di avere i grandi numeri che vantano altre sigle, ma possiamo esserne orgogliosi perché i consensi ricevuti sono dati da chi crede in noi e non sono portati in dote da altri interessi che prima o poi ti presentano il conto su ciò che puoi o non puoi chiedere per i lavoratori che dici di rappresentare.

Aiutaci anche tu in questo percorso di crescita, coinvolgi e fai aderire alla FGU GILDA UNAMS - Dipartimento Università tramite l’apposita iscrizione ( il modulo è scaricabile dal sito web ) un/una collega e per meglio comprendere chi siamo e come operiamo fai visitare il nostro sito web nazionale http://www.fgudipartimentouniversita.org/sito/ .

Nel ringraziarti per la fiducia che ci hai accordato fino ad ora, in vista delle prossime festività colgo l’occasione per porgere a te ed ai tuoi cari i migliori auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo.

Arturo Maullu

Coordinatore  Generale Nazionale

FGU GILDA Unams - Dipartimento Università

 

Elezioni Organi di Ateneo all'Università Del Sannio ''Eletta nel CdA Paola De Nigris della FGU Gilda Unams''

Con grande soddisfazione informiamo che nelle recenti elezioni avvenute nei gg. 3 e 4 dicembre us per la rappresentanza del personale PTAB  nel C.di.A. dell'Università di Benevento ''Del Sannio'', è stata eletta quale unico rappresentante, la collega e cofondatrice della FGU-Gilda Dip.Università di Ateneo, Paola De NIGRIS confermandosi prima eletta con voti 74.

Giungano alla neo eletta ed a tutto il gruppo dirigente sindacale FGU Gilda Unams di UniSannio le più sentite congratulazioni per il successo ottenuto.

Eletta: Paola De Nigris voti  74

Non eletto: Dario Cusano voti 49


* Risultati delle votazioni


 

COMUNICATO SINDACALE UNITARIO: il 16 DICEMBRE GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE PER L’UNIVERSITA’

 

Comunicato sindacale ''Resoconto incontro del 05/12/2019 c/o l’Aran della commissione paritetica sui sistemi di classificazione professionale''

COMUNICATO SINDACALE

Resoconto dell’incontro presso l’Aran della commissione paritetica sui sistemi di classificazione professionale (art.44 del CCNL Istruzione e Ricerca - Triennio 2016/2018)

Giovedì 05 dicembre ’19 è stata riconvocata per la terza volta presso l’Aran, la commissione paritetica sui sistemi di classificazione professionale prevista dall’art.44 del CCNL Istruzione e Ricerca - Triennio 2016/2018.

Abbiamo appreso solo due giorni prima che l’ordine del giorno era stato cambiato, non si è più parlato Ipotesi di lavoro per la revisione del sistema di classificazione professionale universitaria” ma dei Collaboratori ed Esperti Linguistici.

Nell’incontro si è fatto presente al Direttore Pierluigi Mastrogiuseppe che non si possono inviare documenti o proposte, appena poche ore prima della riunione e pretendere pure di doverlo discutere senza aver sentito il personale interessato, in questo caso i CEL.

Come FGU Dipartimento Università abbiamo ribadito che è essenziale mettere allo stesso livello economico le figure dei CEL e degli ex-lettori di madre lingua i quali svolgono il medesimo lavoro. Siamo convinti che questa Commissione composta da tutti i principali soggetti, Sindacati, Aran, Codau e CRUI possano insieme trovare una soluzione che non faccia innescare altri ricorsi per il personale CEL e che metta fine alle richieste degli stessi che non si sentono personale Tecnico-Amministrativo, ma docenti a tutti gli effetti. L’ARAN ha ribadito l’impegno a reperire nuove risorse che non andranno a pesare sul fondo accessorio del personale T/A, chiarendo però che i CEL devono rimanere nel CCNL Istruzione e Ricerca avvallato ciò anche da alcune sigle sindacali.

L’incontro si è concluso con l’auspicio che agli inizi di gennaio, dopo un incontro tra Aran, Codau, Crui e il Ministero e dopo aver sentito nella giornata di oggi tutte le sigle, ci sarà da parte dell’Aran una nuova proposta e solo successivamente verrà riconvocata la commissione.

Per finire il Direttore Pierluigi Mastrogiuseppe ha confermato che entro la fine di gennaio verrà convocata un incontro sui policlinici. Anche su questo come FGU Dipartimento Università, abbiamo chiesto di avere una proposta scritta molto prima dell’incontro e che venga da una riflessione tra il Ministero e la Crui che a tutt’oggi dopo più di 20 anni non hanno ancora risolto un problema così annoso.

Sarà nostra cura aggiornarvi sugli sviluppi futuri.

Roma 05.12.2019

Il Coordinamento Nazionale FGU GILDA Unams - Dipartimento Università

 

Sessione di formazione: Le assenze dal lavoro nel comparto Istruzione e Ricerca - sezione Università

A margine dell’ultimo Consiglio Nazionale degli Organismi Istituzionali della FGU GILDA - Dipartimento Università tenutosi a Montecatini Terme, si è anche svolta nella mattinata del sabato 30.11.2019  una ‘’sessione di formazione’’ riguardante la materia : assenze dal lavoro del personale afferente  al comparto Istruzione e Ricerca - sezione Università il cui relatore è stato il Prof. Roberto Voza dell’Università Aldo Moro di Bari.

 

La FGU GILDA Dipartimento Università presente all'Incontro del 30. 11. 2019 con l'On Misiani presso l'Università Aldo Moro di Bari

Si comunica che sabato 30 novembre us. presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro il sottosegretario Antonio Misiani ha tenuto un incontro politico riguardante la Manovra di Bilancio.  Ha rappresentato la FGU GILDA  Dipartimento Università  il senatore dell'ateno barese  Maurizio Scalise che ha  avuto l’opportunità di fare un intervento riguardante le diverse e annose problematiche che ancora sono rimaste irrisolte e che penalizzano il personale PTAB  delle Università e della Sanità Universitaria.
Dopo lettura, è stato consegnato al sottosegreatrio Misiani il documento  a firma del Coordinatore Generale Nazionale FGU GILDA Dipartimento Università Arturo Maullu,che riportiamo quì di seguito.





 

 

 

 

 

 

Alla c/a

dell’On. Antonio Misiani

Egregio Sottosegretario Antonio Misiani,

sono qui oggi per rappresentare il Dipartimento Università della Federazione Gilda Unams.

Ormai qualsiasi governo negli ultimi 20 anni, ha utilizzato il personale del pubblico impiego come bancomat  e per questo il valore salariale è ai minimi storici, in particolare proprio quello contrattualizzato dell’ex comparto università che a detta dell’ARAN percepisce gli stipendi più bassi in assoluto nel pubblico impiego.

Basta vedere il bilancio di previsione per il 2020, dove per i nuovi contratti sono stanziati 1.650 milioni che corrispondono a un aumento medio del 1,90% circa della massa salariale  e considerato che gli aumenti sono stabiliti in percentuale identica in tutti i comparti  ciò comporterà che chi ha di meno, in percentuale,  continuerà a percepire sempre meno con tanti saluti all’auspicata perequazione che noi chiediamo ormai da oltre 20 anni.

Come Dipartimento università della FGU abbiamo esposto nelle vari sedi le nostre richieste;

-       Per quanto riguarda l’ordinamento professionale consideriamo un grave errore normativo l’aver compattato 10 livelli e 32 profili professionali diversi così come era strutturato l’ordinamento in applicazione del DPCM 1981 in solo 4  categorie, eliminando di fatto anche il mansionario.

L’appiattire e livellare verso il basso le professionalità è l’esatto opposto di quello che occorre oggi in una Università al passo con  i tempi, dove più che mai devono essere presenti figure super specializzate, non di certo l’appiattimento e la  massificazione delle funzioni specialistiche.

Come Dipartimento Università della Federazione GILDA UNAMS siamo profondamente contrariati per quello che sta avvenendo nelle varie commissioni e/o Tavoli Tecnici del MIUR, perché  si continua a voler perseverare con gli stessi errori commessi in passato ottenendo il risultato di demotivare il personale contrattualizzato per altro già fortemente penalizzato anche sotto l’aspetto economico e dell’aspettativa di carriera.

Operiamo in un Comparto in cui il 95% del personale contrattualizzato usufruisce di scatti stipendiali che prescindono da qualsivoglia tipologia di selezione, al contrario, per il personale TAB dell’università ciò non è possibile, anzi, a parere dell’ARAN per questi ultimi si prevede una selezione ancora più dura anche solo per accedere alle PEO, cosa per noi inaccettabile !

Non solo, l’autonomia universitaria, che forse sarebbe meglio definire anarchia, vista l’eterogeneità di regole che ciascun organo di governo sforna nel dettare le regole anche nelle procedure per le PEO e per le PEV per cui ciò che vale in un ateneo non è neppure preso in considerazione in altri creando così forti disparità di trattamento tra dipendenti dello stesso comparto, ma anche nell’ambito dei singoli atenei laddove ci sono dipendenti che grazie a queste “regole” possono ottenere la PEO ogni due anni e altri che invece stanno al palo.

Questo per noi è inaccettabile per cui chiediamo che ci siano regole omogenee tra gli atenei e all’interno degli stessi  affinchè siano realmente garantite a tutti  le pari opportunità di carriera e per raggiungere questo obiettivo, crediamo sia necessario  inserire nel prossimo CCNL un  regolamento nazionale tipo, al quale tutti gli atenei si dovrebbero attenere.

C’è poi da considerare la farraginosità dei calcoli che determinano l’entità dei fondi per il salario accessorio che  a sua volta risente delle modalità di finanziamento del FFO che fino ad oggi ha perseguito il principio di togliere ai poveri per dare ai ricchi portando al collasso finanziario molti atenei , soprattutto nel centro sud dove l’ambito socioeconomico in cui gravitano non gli consente di integrare i magri bilanci con risorse esterne vista la grave crisi industriale in atto per cui vediamo atenei del nord incamerare risorse ex art 66 della legge 382/80 per milioni di euro e le altre stare al palo e venire pure penalizzate per questo visto che tra i parametri valutati ai fini dell’attribuzione del FFO c’è anche quello che premia i finanziamenti esterni.

Per non parlare di ulteriori penalizzazioni dovute all’immediatezza o meno dell’occupazione dei neolaureati dove è evidente a chiunque che nel centrosud l’occupazione è una chimera, ma non per questo bisogna penalizzare ancor più questi atenei che al contrario andrebbero premiati per l’opera meritoria che svolgono in un contesto sociale dove i giovani non studiano e non lavorano.

Di ciò, ovviamente, ne risente anche il trattamento economico accessorio del personale contrattualizzato per cui ormai da molti anni le tanto paventate gabbie salariali sono un dato di fatto, basta che il MIUR commissioni un’indagine attraverso una verifica dei bilanci degli atenei e si potrà rendere conto di quanto siano inique le regole date per l’attribuzione del FFO e conseguente delle consistenti disparità salariali tra dipendenti dello stesso comparto che a parità di categoria hanno salari considerevolmente più bassi ed un welfare praticamene inesistente a differenza dei loro colleghi che hanno la fortuna di prestare servizio in atenei ricchi che spesso sono tali anche per effetto delle regole stabiliscono le modalità di finanziamento del FFO.

Per tale ragione sostanziale, si  chiede  l’intervento  del  Legislatore  al fine di porre rimedio ad una situazione di tale “accanimento” nei confronti del personale contrattualizzato anche della medesima Amministrazione, per il tramite dell’abrogazione delle richiamate norme che, come è dato di osservare, in combinato disposto, impongono, l’osservanza di vere e proprie regole capestro.

Un altro punto per noi molto importante è quello relativo alle  nuove figure professionali che , di fatto,  operano nelle Università,  come ad esempio i Tecnologi, Avvocati, Ingegneri, Biologi, Chimici, Fisici,  Psicologi, Manager della Didattica, Fundraiser e altre figure per le quali è prevista l’iscrizione agli Albi  Professionali e che svolgano effettive attività collegate alla loro competenza professionale, la cui iscrizione  all’Albo risulti essere pertinente e che l’attuale ordinamento non riconosce.

E’ quantomeno strano che proprio l’istituzione che attribuisce questi titoli culturali e professionali non li voglia poi riconoscere ai  propri stessi dipendenti.

In merito alla “Sanità Universitaria”, è diventato ormai inderogabile attuare un intervento normativo che le ridia dignità  tramite uno specifico inquadramento normativo, visto l’importante compito istituzionale  che è chiamata a svolgere nella formazione di tutte le figure sanitarie, ambito nel quale, negli anni successivi  alla legge 517/99 l’ingerenza della politica è stata deleteria, creando una vera e propria fuga verso altri lidi di questo personale ridotto ormai ad un ruolo ad esaurimento, vista l’esiguità degli organici e l’immane mole  del carico di lavoro.

Sempre riguardo al personale universitario che opera presso strutture assistenziali di qualsivoglia tipologia si rileva che a distanza di oltre 43 anni dall’istituzione della norma di legge, la 200 del 1974 e le sue  successive modificazioni, il problema rimane praticamente irrisolto, in quanto continuano ad esserci dei sistemi di equiparazione disomogenei tra amministrazioni, con bandi di concorso del personale del Comparto che nella stessa Regione prevedono inquadramenti contrattuali sia del SSN che dell’Università, rendendo ancora più ingarbugliata la situazione e persino tra le stesse sentenze passate in giudicato in diversi tribunali di ogni ordine e grado.

In conclusione chiediamo, e forse non siamo i soli a volerlo,  che vista la specificità delle funzioni che il personale universitario svolge si dia ad esso la giusta collocazione in uno specifico comparto o quantomeno un’autonoma sezione contrattuale con ampia autonomia cosiderata anche la diversità reale rispetto alle altre figura del più ampio comparto istruzione e ricerca.

 

30.11.2019

Il coordinatore nazionale

FGU Dipartimento Università

Arturo Maullu

 

Tabelle Assegni Familiari
2018-2019


Meteo

Tutto su IMU e TASI

Convenzioni

Powered by