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Professioni Sanitarie a.a. 2019/2020 - Pubblicato il decreto ''Oltre 25mila posti disponibili''

Pubblicato sul sito del MIUR il decreto per l'ammissione ai corsi di laurea triennale delle professioni sanitarie a.a. 2019/2020.

Vai a: Definizione dei posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di laurea triennale delle professioni sanitarie a.a. 2019/2020

 

COMUNICATO NAZIONALE ''Proposte per il superamento del precariato in essere fra il personale tecnico amministrativo nelle Università''

COMUNICATO NAZIONALE

PROPOSTE PER IL SUPERAMENTO DEL PRECARIATO IN ESSERE  FRA IL PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO NELLE UNIVERSITA'

Visti i problemi applicativi relativi alle norme sulla stabilizzazione dei precari nel Pubblico Impiego definiti nel decreto “Madia” di riforma del lavoro pubblico d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75, dalla Legge n. 124/2015 e dalla successiva  emanazione del d.lgs. 75/2017, abbiamo ritenuto di presentare in sede di trattativa sul tavolo tecnico attivato presso il MIUR ed al competente Ministro per la funzione pubblica una nostra proposta.

A due anni dall’entrata in vigore del D.lgs.  75/2017, per ove si prevedeva, appunto, l’assegnazione di punti organico aggiuntivi per sanare le situazioni di precariato, il rimbalzo di responsabilità tra Università, Revisori dei Conti e Miur sulla certificazione dei fondi  che non consente allo stato di assegnare i P.O. aggiuntivi.

La legge “Madia” ha stabilito che le procedure di stabilizzazione devono  concludersi entro il 31/12/2020 per cui è necessario un energico intervento del MIUR presso il Ministero  della Funzione Pubblica affinchè ci sia un chiarimento tra le parti in causa ed una accelerazione che consenta di chiudere la partita in tempi rapidi.

La nostra proposta già inviata ai Ministri in questione ed a tutti i capigruppo di Camera e Senato per un opportuno sostegno politico a questa iniziativa, in  caso di ulteriore inadempienza è nostra intenzione attivare, tramite gli uffici legali della FGU un contenzioso legale che vedrebbe sicuramene soccombenti le amministrazioni in quanto inadempienti ad un dispositivo di legge.

Vi terremo informati sull’evolversi della trattativa presso il MIUR e di quali Parti politiche si attiveranno per evitare che si cada nel contenzioso, fermo restando che se la vertenza dovesse essere inevitabile è nostra intenzione andare fino in fondo per stanare chi di dovere affinchè si assuma le responsabilità che gli competono.

Clicca sul documento:

Proposte per il superamento del precariato in essere  fra il personale tecnico amministrativo nelle Università

Roma 04.07.2019

Il Coordinamento Nazionale

 

CIRCOLARE INPS ASSEGNI PER IL NUCLEO FAMILIARE ''Nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2019 - 30 luglio 2020 ''

La legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall'ISTAT, intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente.La variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo calcolata dall’ISTAT tra l'anno 2017 e l'anno 2018 è risultata pari a +1,1 per cento. In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli assegni per il nucleo familiare, in vigore per il periodo 1° luglio 2019 – 30 giugno 2020 con il predetto indice.Si allegano alla presente circolare le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione da applicare, dal 1° luglio 2019 al 30 giugno 2020, alle diverse tipologie di nuclei familiari.Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione. Fonte INPS

Circolare INPS n.66 del 17.05.2019

Allegato 1  ''tabelle livelli reddituali''

 

Le università nel caos ..la magistratura indaga su concorsi truccati.. Lettera al MIUR

La Fgu dipartimento università con una nota trasmessa al MIUR esprime la propria preoccupazione per quanto sta avvenendo e chiede l'intervento del ministero per emendare quelle parti della legge 240/2010 (legge Gelmini) che ha dato ai rettori un potere spropositato e senza controllo alcuno nella governo degli Atenei non solo nella parte gestionale ma anche nell’arruolamento con esiti deleteri per la democrazia e la trasparenza.In particolare chiediamo che gli organi di Governo degli Atenei tornino ad essere rappresentativi di tutti gli attori e democraticamente eletti, così come le elezioni stesse dei rettori devono avvenire dando anche agli studenti ed la personale T.A.B. il giusto peso elettorale che non può essere certamente quello miserevole definito oggi in varia misura nei diversi Statuti degli Atenei.

Di seguito il documento trasmesso al MIUR

 

 

 

 

 

 

 

Al  Ministro MIUR

On. Marco Bussetti

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Prot. n° 80/2019 CG

Nel rispetto dell’autonomia riconosciuta alle Università, le procedure di reclutamento per l’accesso alla carriera universitaria, sia del personale docente che del personale tecnico amministrativo, sono gestite direttamente dagli atenei attraverso concorsi locali.

Questo in estrema sintesi è ciò che recita la legge 240/2010, la cosiddetta legge Gelmini, una norma da noi fortemente contestata in tutte le sue fasi di realizzazione in quanto pur riconoscendo che mirava ad obiettivi parzialmente condivisibili, in pratica li realizza con modalità quantomeno discutibili.

La formulazione della legge, soprattutto nella parte dedicata alla governance degli atenei è quella che ha sollevato maggiori perplessità, in quanto ha negato a tutti gli attori che compongono il variegato mondo universitario la possibilità di concorrere al governo degli atenei con l’elezione diretta di propri rappresentanti.

La parte della legge dedicata alla Governance è infatti poco chiara e lascia ampio spazio alla fantasia normativa di ogni singola sede che decide le modalità di composizione degli organi di governo in base a Statuti molto differenti in ogni singolo ateneo.

In buona sostanza, se nella mente del legislatore c’era l’ipotesi di semplificare i processi decisionali e responsabilizzare in concreto gli attori,  in realtà, nella fase applicativa, quindi di approvazione degli statuti, si è semplicemente potenziato, anzi esaltato, la figura del rettore monarca.

I recenti fatti di Catania, che sono forse solo la punta dell’iceberg di un malaffare piuttosto diffuso, dimostrano che almeno queste due parti della legge Gelmini, reclutamento e governance, sono da rivedere radicalmente se si vuole davvero salvaguardare l’autonomia della didattica e della ricerca, da non confondersi con i due elementi citati (reclutamento e governance), comunque fondamentali se gestiti con democrazia e trasparenza.

Senza con ciò buttare il bambino con l’acqua sporca, la legge Gelmini contiene sicuramente innovazioni della disciplina del reclutamento del personale docente che presentano aspetti interessanti, ma anche alcuni altri che vanno profondamente rivisti; uno fra tutti, per esempio,  le varie tipologie di “chiamata diretta”, cioè senza concorso, o quelle ottenute con i punti organico riservate ai rettori dai singoli statuti e regolamenti che spesso li utilizzano in modo improprio.

Anche nel recente passato, con il precedente governo, abbiamo chiesto l’intervento del MIUR per tentare di risolvere problematiche gestionali sorte in alcuni atenei (vedasi Chieti-Pescara) ottenendo sempre un diniego in quanto a parere del Ministero, proprio in virtù della legge sull’autonomia universitaria si è negata la possibilità di inviare propri ispettori per verificare la correttezza delle procedure.

Al contrario invece, alcuni dirigenti del MEF,  a differenza del MIUR, non si sa se ‘’a titolo personale’’ o come “inviati speciali” hanno “ispezionato” molti atenei creando tensioni e contrapposizioni con veri e propri atti di terrorismo psicologico nei confronti dei DG, entrando nel merito della composizione dei fondi accessori,  o anche della concorsualità interna (PEV) del personale T.A.B., ma chissà perché, non si sono mai accorti delle storture, chiamiamole così, che ci sono nelle modalità di reclutamento della componente docente.

In buona sostanza, per concludere, l’aver sottratto il controllo della Governance degli atenei ad organi democraticamente eletti, oggi di fatto nominati dal rettore monarca, ha prodotto tutte queste storture ed altre ancora ne emergeranno, visto che questo sistema è operativo da meno di 10 anni, se non si porrà rimedio in modo rapido.

Per questo siamo disponibili a dare il nostro contributo attraverso una proposta da presentare al MIUR, al quale chiediamo un incontro apposito per una richiesta di emendamento della legge 240/2010 almeno nelle parti riguardanti il reclutamento in generale e la Governance.

Roma  29.06.2019

Il coordinatore  generale nazionale

Dipartimento Università - FGU GILDA Unams

Arturo Maullu

 

COMUNICATO SINDACALE Resoconto tavolo di trattativa governo – sindacati del 14.06 2019

Il 14 giugno ’19 presso il MIUR si è svolto il secondo inconcludente incontro con il Vice Capo di Gabinetto del Ministro il Dott. Rocco Pinneri e il Prof. Vincenzo Mannino.
La delegazione della FGU - Dipartimento Università, ha evidenziato che il prossimo Contratto Collettivo Nazionale deve essere uno strumento  essenziale per il riconoscimento e la tutela dei diritti del personale del Comparto Istruzione e Ricerca e per questo urge un intervento legislativo volto a promuovere il riequilibrio, a favore della contrattazione, del rapporto tra le fonti per una ripartizione efficace ed  equa delle materie di competenza - rispettivamente della legge e della contrattazione, privilegiando la fonte contrattuale quale luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro, dei diritti e delle garanzie dei lavoratori, nonché degli aspetti organizzativi a questi direttamente collegati. E’ necessario precisare quali siano le norme di legge che possono essere derogate da quelle contrattuali, considerando che la contrattazione è la sede naturale per disciplinare il rapporto di lavoro e dà senso alla partecipazione sindacale.
A tal proposito riteniamo necessario rivalutare le competenze della contrattazione nazionale, chiarendo in modo definitivo quali siano le competenze della legge e quali siano quelle del Contratto Nazionale in modo da evitare interpretazioni unilaterali, con trattamenti giuridici diversi e sperequazioni economiche notevoli tra il personale degli Atenei a livello nazionale e si sottolinea la necessità di riportare nell’ambito delle voci da contrattare anche l’organizzazione del lavoro.
La FGU - Dipartimento Università nella riunione ha voluto ribadire che, al fine di evitare sperequazioni tra dipendenti del P.I., le parti comuni, siano uguali a tutti i comparti interessati dalla contrattazione collettiva Nazionale, che dovrà adeguare le necessarie disposizioni negoziali in materia di:
- permessi, assenze, aspettative, malattia, infortuni, congedi, sciopero, maternità, orario di lavoro, regole concorsuali, organizzazione del lavoro, formazione, diritto alla disconnessione: amalgamando le discipline contrattuali e legislative esistenti;
- procedimenti disciplinari e relative sanzioni: che vanno armonizzate e coordinate con le inderogabili previsioni di fonte legale;
- flessibilità oraria: attraverso istituti e soluzioni contrattuali tese ad assicurare modalità che consentano di conciliare le esigenze delle persone, le esigenze organizzative e i bisogni dell'utenza, con particolare attenzione al “Telelavoro”;
- formazione: intesa nel prosieguo quale formazione permanente che si pone oggi come uno strumento finalizzato non solo all’accrescimento della conoscenza tecnica riguardante norme, leggi, regolamenti inerenti alla professione, ma anche tesa alla ricollocazione del personale nei nuovi modelli organizzativi attraverso le quali le amministrazioni riorganizzano i propri apparati tecnici ed amministrativi;
- welfare: abbiamo chiesto che nel prossimo CCNL venga eliminato parte del comma 2 dell’art. 67 e si dia pertanto, la possibilità di aumentare il fondo a sostegno del personale T.A., con almeno un importo pari al 3 % del “monte salari” (calcolato al 31 dicembre di ogni anno), di ogni singolo Ateneo.
- ferie solidali: rivedere l’art. 46 comma 7 del CCNL 2016/2019 che obbliga l’utilizzo di tutte le ferie o festività e tutti i permessi retribuiti per usufruire delle ferie solidali;
- assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici art. 51: come FGU-Dipartimento abbiamo ribadito con forza che queste ore assegnate contrastano con il diritto alla salute;
- categorie professionali: abbiamo chiesto e ottenuto di inserire nel prossimo atto d’indirizzo la problematica delle nuove figure professionali che si sono create nelle Università, come i Tecnologi, Avvocati, Ingegneri, Biologi, Chimici, Fisici, Psicologi, Manager della Didattica, Fundraiser e altre figure per le quali è prevista l’iscrizione agli Albi Professionali, e che svolgano effettive attività collegate alla loro competenza professionale, la cui iscrizione all’Albo risulti essere pertinente;
- policlinici e Aziende integrate Universitario-Ospedaliere: a breve ci sarà un incontro mono tematico sull’argomento
- personale CEL: su questo punto il Ministero ha promesso un incontro dove fornirà dei dati per poter trovare una soluzione;
- blocco del salario accessorio: stiamo aspettando a breve una proposta da parte del ministero che sblocchi i tagli previsti dall’art. 23 del D.lgs. 75/2017.

Sarà nostra cura tenervi aggiornati sui prossimi incontri.

Roma 14.06.2019
Il Coordinamento Nazionale



Coordinamento Nazionale
FGU Gilda Unams - Dipartimento Università

 

Resoconto adunanze al CUN del 4, 5 e 6 giugno 2019

A cura di Michele Poliseno  - coordinatore nazionale FGU GILDA - Dipartimento Università  - rappresentante del personale TA al CUN
Nelle adunanze del 4, 5 e 6 giugno 2019 al Consiglio Nazionale Universitario sono stati trattati diversi argomenti all'O.d G e e di cui diamo un resoconto:
ANALISI DEGLI ORDINAMENTI DIDATTICI DI ATENEO
Si è concluso l’esame delle modifiche degli Ordinamenti Didattici di Ateneo (Anno 2019/2020) secondo il cronoprogramma concordato dal Consiglio. Nel corso della seduta sono stati esaminati 247 ordinamenti di 34 atenei.
Complessivamente, dal mese di Febbraio, sono stati esaminati dal CUN 143 ordinamenti di nuova istituzione provenienti da 62 atenei (di questi, 131 hanno avuto bisogno di un secondo esame, e 4 sono stati ritirati) e 674 ordinamenti modificati provenienti da 74 atenei (di questi 501 hanno avuto bisogno di un secondo esame, e 3 sono stati ritirati).
ATTIVITA’ CONSULTIVE
Sono state esercitate le funzioni consultive dell’Organo. Tra queste, i riconoscimenti di titoli accademici avventisti e pontifici; i riconoscimenti di servizi pre-ruolo prestati all’estero; la valutazione di titoli esteri ai fini dell’equivalenza con titoli italiani; i riconoscimenti dei Dottorati di ricerca o analoga qualificazione accademica; i pareri sulle richieste di passaggio di SSD.

 

Comunicato stampa del 12 giugno 2019 - CORTE DEI CONTI “L’utilizzo del telelavoro nella pubblica amministrazione presenta una situazione disomogenea”.

Comunicato stampa del 12 giugno 2019

CORTE DEI CONTI - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato

PA, CORTE CONTI: UTILIZZO TELELAVORO È DISOMOGENEO

“L’utilizzo del telelavoro nella pubblica amministrazione presenta una situazione disomogenea”.

E’ quanto rileva la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti nella deliberazione n. 7/2019/G sullo “Lo stato di attuazione del Piano per l’utilizzo del telelavoro nell'ambito delle Amministrazioni statali”.

Sono pochi gli enti che fino ad oggi hanno dato impulso a una concreta applicazione del telelavoro, mentre una buona parte di essi è rimasta alla fase degli studi di fattibilità o, addirittura, non ha attivato alcuna azione positiva. Salvo rare eccezioni si è venuta a creare una sorta di ‘stasi applicativa’, riconducibile ad un ritardo organizzativo-culturale da parte delle amministrazioni, peraltro orientate all'introduzione di pratiche più evolute, come lo smart working.

La relazione considera, altresì, il possibile inserimento dei nuovi strumenti tra i parametri della valutazione della performance, con particolare riguardo ai criteri di premialità della dirigenza.

Corte dei conti

Ufficio stampa

http://www.corteconti.it

 

Passa al Senato il ddl ''concretezza''contro i furbetti del cartellino

 

Ora il ddl contro i furbetti del cartellino è legge. Il provvedimento che è stato approvato dal Senato mercoledì 12 giugno us, a Palazzo Madama,  denominato “concretezza”, riguarda gli interventi  per la concretezza  delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo.Prevede l’istituzione presso il Dipartimento della Funzione Pubblica del “Nucleo della Concretezza” per l’efficienza amministrativa con le misure e le azioni per contrastare l’assenteismo , come l’introduzione di sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche per la verifica dell’osservanza degli orari di lavoro.

 

Comunicato Stampa - Università, Maullu (Fgu): “No a qualunque ipotesi di autonomia differenziata”

Arturo Maullu - coordinatore generale nazionale FGU - Dipartimento Università

No a operazioni legislative ulteriormente penalizzanti per il Sud, sì a un intervento perequativo in grado di colmare il gap strutturale con il Nord. Il Dipartimento Università della Fgu Gilda-Unams dichiara la sua netta contrarietà, totalmente condivisa dall’esecutivo nazionale della Fgu, verso qualsiasi tentativo, da qualunque schieramento politico provenga, di assestare il colpo di grazia al sistema universitario con un’altra riforma in chiave autonomistica.

Secondo il coordinatore nazionale Arturo Maullu, ai già ingenti danni provocati dalla legge 240/2010 voluta dall’ex ministro Gelmini, non si deve aggiungere un’ulteriore ferita con la paventata autonomia differenziata che entrerebbe “in contrasto con quanto previsto dall’articolo 33 della Costituzione, – spiega Maullu – in base al quale l’autonomia spetta a tutte le università e non può, quindi, essere concessa solo ad alcuni atenei. Se poi si considera che, secondo quanto emerge da indiscrezioni giornalistiche, tra i criteri che si vorrebbero adottare ci sarebbe anche il numero degli studenti iscritti provenienti da altre regioni o il tasso di occupazione entro 12 mesi dalla laurea, è facilmente prevedibile quali saranno gli atenei penalizzati”.

Il coordinatore nazionale esprime forte preoccupazione anche per lo stato giuridico dei professori universitari che corre seri rischi non solo sul fronte degli obblighi, ma anche per la stessa autonomia della didattica e della ricerca.

“L’università è l’unica pubblica amministrazione soggetta a valutazione e – conclude Maullu – non può essere resa ulteriormente selettiva con criteri che ignorano la già penalizzante situazione in cui versano gli atenei del Mezzogiorno”.

https://www.italianitalianinelmondo.com/2019/06/10/universita-maullu-fgu-no-a-qualunque-ipotesi-di-autonomia-differenziata/

 

Raccomandazione del CUN al Ministero ''Dare la più ampia informazione riguardo alle modifiche delle tempistiche per l'accesso ai benefici al diritto allo studio introdotte dal D.L. n. 4 del 28/01/2019''

A cura di Michele Poliseno  - coordinatore nazionale FGU GILDA - Dipartimento Università  - rappresentante del personale TA al CUN

Il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) nella seduta del 5 giugno 2019, ha votato una mozione "sulle scuole di specializzazione medica" trasmessa al Ministro insieme ad una raccomandazione di cui si  riporta succintamente il testo : "in merito alle modifiche alle tempistiche per l'accesso ai benefici per il diritto allo studio introdotte dal D.L. n. 4 del 28/01/2019" (ai fini dell’ISEE, nonchè il prospettato anticipo al 31 agosto del termine per la presentazione delle domande d'accesso ai benefici del diritto allo studio che rischiano di escludere molti beneficiari potenziali da tale opportunità, in particolare gli studenti in procinto di immatricolarsi nell'AA 2019/2020). Pertanto il CUN, rilevata l'urgenza dovuta all'imminente chiusura dell'anno scolastico e della successiva pausa estiva, raccomanda il Ministero che si adoperi nel dare la più ampia, completa e tempestiva informazione in primo luogo ai maturandi e alle loro famiglie nonchè agli studenti universitari circa le nuove tempistiche con cui inoltrare le richieste per i benefici suddetti, utilizzando tutti i canali informativi istituzionali (uffici scolastici territoriali, Istituti di 'istruzione secondaria, Atenei e mezzi di comunicazione di massa anche telematici). Ai fini di una più ampia informazione tale raccomandazione il CUN l'ha nviata anche all'ANSA per la opportuna pubblicazione.

Mozione CUN sulle scuole di specializzazione medica

 

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