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I periodi di aspettativa per gravi motivi familiari possono essere riscattati ai fini della pensione

I lavoratori dipendenti che hanno fruito dell'aspettativa per gravi motivi familiari, ad esempio per...

Resoconto Adunanza del CUN n° 251 del 25-27 giugno 2019

A cura di Michele Poliseno - coordinatore nazionale FGU GILDA - Dipartimento Università - rapprese...

COMUNICATO NAZIONALE ''Proposte per il superamento del precariato in essere fra il personale tecnico amministrativo nelle Università''

COMUNICATO NAZIONALE PROPOSTE PER IL SUPERAMENTO DEL PRECARIATO IN ESSERE  FRA IL PERSONALE TE...

CIRCOLARE INPS ASSEGNI PER IL NUCLEO FAMILIARE ''Nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2019 - 30 luglio 2020 ''

La legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell...

Le università nel caos ..la magistratura indaga su concorsi truccati.. Lettera al MIUR

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I periodi di aspettativa per gravi motivi familiari possono essere riscattati ai fini della pensione

I lavoratori dipendenti che hanno fruito dell'aspettativa per gravi motivi familiari, ad esempio per assistere parenti con gravi disabilità al di fuori di permessi mensili riconosciuti dalla legge 104, possono riscattare ai fini pensionistici il relativo periodo. Come noto i dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati possono richiedere, per gravi e documentati motivi familiari, fra i quali alcune specifiche patologie, un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore a due anni ai sensi dell'articolo 4, co. 2 della legge 53/2000.

 

Sentenza Corte di Cassazione ''Progressioni verticali del P.I.'' - Chiarimenti

Sentenza Corte di Cassazione - Sezione Lavoro Ordinanza n. 11787 del 6/5/2019 Pubblico impiego – progressioni verticali- mancato svolgimento delle procedure – richiesta risarcimento per perdita di chances – respinta – chiarimenti su atti di programmazione del fabbisogno del personale.

La Corte respinge il ricorso di un dipendente della regione Abruzzo che chiedeva di essere risarcito per la perdita di chances, nel periodo 2000-2010, a causa del mancato svolgimento, da parte dell’amministrazione, delle procedure per la progressione verticale previste dall’art. 4 del CCNL di comparto 31/3/1999. I giudici innanzi tutto chiariscono quando si può parlare, in fattispecie come queste, di perdita di chances. Successivamente, attraverso un puntuale percorso temporale, la Corte chiarisce - ponendoli alla base delle sue motivazioni - la natura e gli scopi degli atti di programmazione del fabbisogno del personale, del blocco delle assunzioni e del patto di stabilità interno, disposizioni che, dicono i giudici, sono destinate ad incidere anche sulla spesa per il personale delle Regioni, degli Enti Locali e del Servizio Sanitario Nazionale. Allo stesso modo numerose altre ordinanze successive, sulla medesima richiesta. Vai alla sentenza n. 11787 del 6/5/2019 Fonte: www.Aran.it

 

Resoconto Adunanza del CUN n° 251 del 25-27 giugno 2019

A cura di Michele Poliseno - coordinatore nazionale FGU GILDA - Dipartimento Università - rappresentante del personale TA al CUN

Al Consiglio Nazionale Universitario, nell'adunanza del 25-27 giugno sono stati trattati diversi argomenti di cui diamo un resoconto:

Audizione del CUN su reclutamento dei ricercatori universitari

Mercoledì 19 giugno, il Presidente del CUN prof. Antonio VICINO e la Consigliera prof.ssa Chiara OCCELLI, insieme a rappresentanti dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), e della Conferenza rettori università italiane (CRUI) sono stati auditi in Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nell'ambito dell'esame in sede referente delle proposte di legge in materia di reclutamento e stato giuridico dei ricercatori universitari e degli enti di ricerca. L’audizione è stata trasmessa in diretta dalla web tv della Camera.

ATTIVITA’ CONSULTIVE

Sono state esercitate le funzioni consultive dell’Organo. Tra queste, i riconoscimenti di titoli accademici pontifici; i riconoscimenti di servizi pre-ruolo prestati all’estero; la valutazione di titoli esteri ai fini dell’equivalenza con titoli italiani; i riconoscimenti dei Dottorati di ricerca o analoga qualificazione accademica; i pareri sulle richieste di passaggio di SSD.

LAVORI

Addendum alla mozione sulle Scuole di Specializzazione Medica del 5 giugno 2019

Il CUN ha approvato il testo di un Addendum alla Mozione del 5 giugno 2019. In considerazione del fatto che l’iter legislativo del Decreto Legge 30 aprile 2019, n. 35 “Misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria” si è svolto senza un confronto con gli Organi di rappresentanza Universitari, il CUN chiede di essere convocato, insieme alla CRUI, alla Conferenza dei Presidi e all’Intercollegio dei Professori di Medicina all’istituendo tavolo tecnico che preparerà il decreto interpretativo del DL; chiede inoltre di essere consultato tempestivamente in merito ad eventuali passaggi normativi di modifica nel percorso formativo delle scuole di specializzazione di area medica.

ORGANIZZAZIONE DEL CUN

Col disposto presidenziale 99 del 19 giugno 2019 la Consigliera Chiara DONATI è stata chiamata ad assumere il ruolo di Segretaria verbalizzante con compiti di ausilio alla Presidenza per la redazione dei verbali del Consiglio.

Col disposto presidenziale 100 del 26 giugno 2019 sono stati nominati i componenti del il Gruppo di lavoro per la Comunicazione

Col disposto presidenziale 101 del 26 giugno 2019, sono state ricostituite le Commissioni permanenti a seguito del rinnovo parziale dell’organo e indicati per ciascuna i ruoli di coordinatori, coordinatore vicario e segretario.

La prossima adunanza del CUN si terrà  nei gg. 16,17,18/07//2019, vi terremo informati,

Michele Poliseno

 

Abuso dei permessi Legge 104 - La Cassazione conferma il licenziamento per giusta causa

Con la sentenza del 09 luglio n 18411 i giudici della Corte di Cassazione rigettano i motivi del ricorso avanzato dal lavoratore e confermano la validità del provvedimento di licenziamento per giusta causa, in quanto è stato compromesso irrimediabilemente il vincolo fiduciario che lega le parti a causa dell’accertato abuso dei“permessi 104”.

http://www.tcnotiziario.it - Giurisprudenza - CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 09 luglio 2019, n. 18411

 

 

 


 

Professioni Sanitarie a.a. 2019/2020 - Pubblicato il decreto ''Oltre 25mila posti disponibili''

Pubblicato sul sito del MIUR il decreto per l'ammissione ai corsi di laurea triennale delle professioni sanitarie a.a. 2019/2020.

Vai a: Definizione dei posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di laurea triennale delle professioni sanitarie a.a. 2019/2020

 

COMUNICATO NAZIONALE ''Proposte per il superamento del precariato in essere fra il personale tecnico amministrativo nelle Università''

COMUNICATO NAZIONALE

PROPOSTE PER IL SUPERAMENTO DEL PRECARIATO IN ESSERE  FRA IL PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO NELLE UNIVERSITA'

Visti i problemi applicativi relativi alle norme sulla stabilizzazione dei precari nel Pubblico Impiego definiti nel decreto “Madia” di riforma del lavoro pubblico d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75, dalla Legge n. 124/2015 e dalla successiva  emanazione del d.lgs. 75/2017, abbiamo ritenuto di presentare in sede di trattativa sul tavolo tecnico attivato presso il MIUR ed al competente Ministro per la funzione pubblica una nostra proposta.

A due anni dall’entrata in vigore del D.lgs.  75/2017, per ove si prevedeva, appunto, l’assegnazione di punti organico aggiuntivi per sanare le situazioni di precariato, il rimbalzo di responsabilità tra Università, Revisori dei Conti e Miur sulla certificazione dei fondi  che non consente allo stato di assegnare i P.O. aggiuntivi.

La legge “Madia” ha stabilito che le procedure di stabilizzazione devono  concludersi entro il 31/12/2020 per cui è necessario un energico intervento del MIUR presso il Ministero  della Funzione Pubblica affinchè ci sia un chiarimento tra le parti in causa ed una accelerazione che consenta di chiudere la partita in tempi rapidi.

La nostra proposta già inviata ai Ministri in questione ed a tutti i capigruppo di Camera e Senato per un opportuno sostegno politico a questa iniziativa, in  caso di ulteriore inadempienza è nostra intenzione attivare, tramite gli uffici legali della FGU un contenzioso legale che vedrebbe sicuramene soccombenti le amministrazioni in quanto inadempienti ad un dispositivo di legge.

Vi terremo informati sull’evolversi della trattativa presso il MIUR e di quali Parti politiche si attiveranno per evitare che si cada nel contenzioso, fermo restando che se la vertenza dovesse essere inevitabile è nostra intenzione andare fino in fondo per stanare chi di dovere affinchè si assuma le responsabilità che gli competono.

Clicca sul documento:

Proposte per il superamento del precariato in essere  fra il personale tecnico amministrativo nelle Università

Roma 04.07.2019

Il Coordinamento Nazionale

 

CIRCOLARE INPS ASSEGNI PER IL NUCLEO FAMILIARE ''Nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2019 - 30 luglio 2020 ''

La legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall'ISTAT, intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente.La variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo calcolata dall’ISTAT tra l'anno 2017 e l'anno 2018 è risultata pari a +1,1 per cento. In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli assegni per il nucleo familiare, in vigore per il periodo 1° luglio 2019 – 30 giugno 2020 con il predetto indice.Si allegano alla presente circolare le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione da applicare, dal 1° luglio 2019 al 30 giugno 2020, alle diverse tipologie di nuclei familiari.Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione. Fonte INPS

Circolare INPS n.66 del 17.05.2019

Allegato 1  ''tabelle livelli reddituali''

 

Le università nel caos ..la magistratura indaga su concorsi truccati.. Lettera al MIUR

La Fgu dipartimento università con una nota trasmessa al MIUR esprime la propria preoccupazione per quanto sta avvenendo e chiede l'intervento del ministero per emendare quelle parti della legge 240/2010 (legge Gelmini) che ha dato ai rettori un potere spropositato e senza controllo alcuno nella governo degli Atenei non solo nella parte gestionale ma anche nell’arruolamento con esiti deleteri per la democrazia e la trasparenza.In particolare chiediamo che gli organi di Governo degli Atenei tornino ad essere rappresentativi di tutti gli attori e democraticamente eletti, così come le elezioni stesse dei rettori devono avvenire dando anche agli studenti ed la personale T.A.B. il giusto peso elettorale che non può essere certamente quello miserevole definito oggi in varia misura nei diversi Statuti degli Atenei.

Di seguito il documento trasmesso al MIUR

 

 

 

 

 

 

 

Al  Ministro MIUR

On. Marco Bussetti

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Prot. n° 80/2019 CG

Nel rispetto dell’autonomia riconosciuta alle Università, le procedure di reclutamento per l’accesso alla carriera universitaria, sia del personale docente che del personale tecnico amministrativo, sono gestite direttamente dagli atenei attraverso concorsi locali.

Questo in estrema sintesi è ciò che recita la legge 240/2010, la cosiddetta legge Gelmini, una norma da noi fortemente contestata in tutte le sue fasi di realizzazione in quanto pur riconoscendo che mirava ad obiettivi parzialmente condivisibili, in pratica li realizza con modalità quantomeno discutibili.

La formulazione della legge, soprattutto nella parte dedicata alla governance degli atenei è quella che ha sollevato maggiori perplessità, in quanto ha negato a tutti gli attori che compongono il variegato mondo universitario la possibilità di concorrere al governo degli atenei con l’elezione diretta di propri rappresentanti.

La parte della legge dedicata alla Governance è infatti poco chiara e lascia ampio spazio alla fantasia normativa di ogni singola sede che decide le modalità di composizione degli organi di governo in base a Statuti molto differenti in ogni singolo ateneo.

In buona sostanza, se nella mente del legislatore c’era l’ipotesi di semplificare i processi decisionali e responsabilizzare in concreto gli attori,  in realtà, nella fase applicativa, quindi di approvazione degli statuti, si è semplicemente potenziato, anzi esaltato, la figura del rettore monarca.

I recenti fatti di Catania, che sono forse solo la punta dell’iceberg di un malaffare piuttosto diffuso, dimostrano che almeno queste due parti della legge Gelmini, reclutamento e governance, sono da rivedere radicalmente se si vuole davvero salvaguardare l’autonomia della didattica e della ricerca, da non confondersi con i due elementi citati (reclutamento e governance), comunque fondamentali se gestiti con democrazia e trasparenza.

Senza con ciò buttare il bambino con l’acqua sporca, la legge Gelmini contiene sicuramente innovazioni della disciplina del reclutamento del personale docente che presentano aspetti interessanti, ma anche alcuni altri che vanno profondamente rivisti; uno fra tutti, per esempio,  le varie tipologie di “chiamata diretta”, cioè senza concorso, o quelle ottenute con i punti organico riservate ai rettori dai singoli statuti e regolamenti che spesso li utilizzano in modo improprio.

Anche nel recente passato, con il precedente governo, abbiamo chiesto l’intervento del MIUR per tentare di risolvere problematiche gestionali sorte in alcuni atenei (vedasi Chieti-Pescara) ottenendo sempre un diniego in quanto a parere del Ministero, proprio in virtù della legge sull’autonomia universitaria si è negata la possibilità di inviare propri ispettori per verificare la correttezza delle procedure.

Al contrario invece, alcuni dirigenti del MEF,  a differenza del MIUR, non si sa se ‘’a titolo personale’’ o come “inviati speciali” hanno “ispezionato” molti atenei creando tensioni e contrapposizioni con veri e propri atti di terrorismo psicologico nei confronti dei DG, entrando nel merito della composizione dei fondi accessori,  o anche della concorsualità interna (PEV) del personale T.A.B., ma chissà perché, non si sono mai accorti delle storture, chiamiamole così, che ci sono nelle modalità di reclutamento della componente docente.

In buona sostanza, per concludere, l’aver sottratto il controllo della Governance degli atenei ad organi democraticamente eletti, oggi di fatto nominati dal rettore monarca, ha prodotto tutte queste storture ed altre ancora ne emergeranno, visto che questo sistema è operativo da meno di 10 anni, se non si porrà rimedio in modo rapido.

Per questo siamo disponibili a dare il nostro contributo attraverso una proposta da presentare al MIUR, al quale chiediamo un incontro apposito per una richiesta di emendamento della legge 240/2010 almeno nelle parti riguardanti il reclutamento in generale e la Governance.

Roma  29.06.2019

Il coordinatore  generale nazionale

Dipartimento Università - FGU GILDA Unams

Arturo Maullu

 

COMUNICATO SINDACALE Resoconto tavolo di trattativa governo – sindacati del 14.06 2019

Il 14 giugno ’19 presso il MIUR si è svolto il secondo inconcludente incontro con il Vice Capo di Gabinetto del Ministro il Dott. Rocco Pinneri e il Prof. Vincenzo Mannino.
La delegazione della FGU - Dipartimento Università, ha evidenziato che il prossimo Contratto Collettivo Nazionale deve essere uno strumento  essenziale per il riconoscimento e la tutela dei diritti del personale del Comparto Istruzione e Ricerca e per questo urge un intervento legislativo volto a promuovere il riequilibrio, a favore della contrattazione, del rapporto tra le fonti per una ripartizione efficace ed  equa delle materie di competenza - rispettivamente della legge e della contrattazione, privilegiando la fonte contrattuale quale luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro, dei diritti e delle garanzie dei lavoratori, nonché degli aspetti organizzativi a questi direttamente collegati. E’ necessario precisare quali siano le norme di legge che possono essere derogate da quelle contrattuali, considerando che la contrattazione è la sede naturale per disciplinare il rapporto di lavoro e dà senso alla partecipazione sindacale.
A tal proposito riteniamo necessario rivalutare le competenze della contrattazione nazionale, chiarendo in modo definitivo quali siano le competenze della legge e quali siano quelle del Contratto Nazionale in modo da evitare interpretazioni unilaterali, con trattamenti giuridici diversi e sperequazioni economiche notevoli tra il personale degli Atenei a livello nazionale e si sottolinea la necessità di riportare nell’ambito delle voci da contrattare anche l’organizzazione del lavoro.
La FGU - Dipartimento Università nella riunione ha voluto ribadire che, al fine di evitare sperequazioni tra dipendenti del P.I., le parti comuni, siano uguali a tutti i comparti interessati dalla contrattazione collettiva Nazionale, che dovrà adeguare le necessarie disposizioni negoziali in materia di:
- permessi, assenze, aspettative, malattia, infortuni, congedi, sciopero, maternità, orario di lavoro, regole concorsuali, organizzazione del lavoro, formazione, diritto alla disconnessione: amalgamando le discipline contrattuali e legislative esistenti;
- procedimenti disciplinari e relative sanzioni: che vanno armonizzate e coordinate con le inderogabili previsioni di fonte legale;
- flessibilità oraria: attraverso istituti e soluzioni contrattuali tese ad assicurare modalità che consentano di conciliare le esigenze delle persone, le esigenze organizzative e i bisogni dell'utenza, con particolare attenzione al “Telelavoro”;
- formazione: intesa nel prosieguo quale formazione permanente che si pone oggi come uno strumento finalizzato non solo all’accrescimento della conoscenza tecnica riguardante norme, leggi, regolamenti inerenti alla professione, ma anche tesa alla ricollocazione del personale nei nuovi modelli organizzativi attraverso le quali le amministrazioni riorganizzano i propri apparati tecnici ed amministrativi;
- welfare: abbiamo chiesto che nel prossimo CCNL venga eliminato parte del comma 2 dell’art. 67 e si dia pertanto, la possibilità di aumentare il fondo a sostegno del personale T.A., con almeno un importo pari al 3 % del “monte salari” (calcolato al 31 dicembre di ogni anno), di ogni singolo Ateneo.
- ferie solidali: rivedere l’art. 46 comma 7 del CCNL 2016/2019 che obbliga l’utilizzo di tutte le ferie o festività e tutti i permessi retribuiti per usufruire delle ferie solidali;
- assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici art. 51: come FGU-Dipartimento abbiamo ribadito con forza che queste ore assegnate contrastano con il diritto alla salute;
- categorie professionali: abbiamo chiesto e ottenuto di inserire nel prossimo atto d’indirizzo la problematica delle nuove figure professionali che si sono create nelle Università, come i Tecnologi, Avvocati, Ingegneri, Biologi, Chimici, Fisici, Psicologi, Manager della Didattica, Fundraiser e altre figure per le quali è prevista l’iscrizione agli Albi Professionali, e che svolgano effettive attività collegate alla loro competenza professionale, la cui iscrizione all’Albo risulti essere pertinente;
- policlinici e Aziende integrate Universitario-Ospedaliere: a breve ci sarà un incontro mono tematico sull’argomento
- personale CEL: su questo punto il Ministero ha promesso un incontro dove fornirà dei dati per poter trovare una soluzione;
- blocco del salario accessorio: stiamo aspettando a breve una proposta da parte del ministero che sblocchi i tagli previsti dall’art. 23 del D.lgs. 75/2017.

Sarà nostra cura tenervi aggiornati sui prossimi incontri.

Roma 14.06.2019
Il Coordinamento Nazionale



Coordinamento Nazionale
FGU Gilda Unams - Dipartimento Università

 

Resoconto adunanze al CUN del 4, 5 e 6 giugno 2019

A cura di Michele Poliseno  - coordinatore nazionale FGU GILDA - Dipartimento Università  - rappresentante del personale TA al CUN
Nelle adunanze del 4, 5 e 6 giugno 2019 al Consiglio Nazionale Universitario sono stati trattati diversi argomenti all'O.d G e e di cui diamo un resoconto:
ANALISI DEGLI ORDINAMENTI DIDATTICI DI ATENEO
Si è concluso l’esame delle modifiche degli Ordinamenti Didattici di Ateneo (Anno 2019/2020) secondo il cronoprogramma concordato dal Consiglio. Nel corso della seduta sono stati esaminati 247 ordinamenti di 34 atenei.
Complessivamente, dal mese di Febbraio, sono stati esaminati dal CUN 143 ordinamenti di nuova istituzione provenienti da 62 atenei (di questi, 131 hanno avuto bisogno di un secondo esame, e 4 sono stati ritirati) e 674 ordinamenti modificati provenienti da 74 atenei (di questi 501 hanno avuto bisogno di un secondo esame, e 3 sono stati ritirati).
ATTIVITA’ CONSULTIVE
Sono state esercitate le funzioni consultive dell’Organo. Tra queste, i riconoscimenti di titoli accademici avventisti e pontifici; i riconoscimenti di servizi pre-ruolo prestati all’estero; la valutazione di titoli esteri ai fini dell’equivalenza con titoli italiani; i riconoscimenti dei Dottorati di ricerca o analoga qualificazione accademica; i pareri sulle richieste di passaggio di SSD.

 

Tabelle Assegni Familiari
2018-2019


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