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Lettera al Ministro del MUR Prof. G. Manfredi : lockdown fasi 2 e 3, buoni pasto,lavoro agile Università

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Lettera al Ministro del MUR Prof. Manfredi ''Richiesta incontro urgente- Fase 2 Sicurezza da Covid-19

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Quale effetto della pandemia sulla salute mentale degli operatori sanitari di tutto il mondo?

PROGETTO: The COVID-19 HEalth caRe wOrkErS (HEROES) study

Quale effetto della pandemia sulla salute mentale degli operatori sanitari di tutto il mondo?

Il Dipartimento Università della FGU GILDA Unams sostiene e collabora all'interno di un progetto globale coordinato promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità di cui l’Università di Cagliari è referente per l’Italia.

CHI è il Personale interessato a compilare il questionariohttps://heroescovid19study.org/survey/?it

TUTTi gli operatori che lavorano in centri sanitari (medici, infermieri, OSS, tecnici, addetti alle pulizie, addetti alla manutenzione, ecc)

Si ringrazia per la collaborazione e per la diffusione del questionario.

 

Resoconto incontro del 19.05.2020 con il Capo gabinetto del Ministro Manfredi

Resoconto incontro del 19.05.2020 con il Capo gabinetto del Ministro Manfredi

Oggi 19 maggio alle 11.30 si è tenuto un incontro in video conferenza tra le OO.SS. firmatarie del CCNL  Università ed il Capo gabinetto del Ministro Dott. Mario Alberto Di Nezza per concordare dei tavoli tematici relativi al personale.

Questo è stato il primo incontro con la delegazione dei sindacati universitari, seguiranno con lo stesso O.d.g. incontri con  le OO.SS. del settore AFAM ed in ultimo con il settore della Ricerca.

Dopo una breve presentazione dei partecipanti, il Dott. Di Nezza ci ha chiesto quali vorremmo fossero gli argomenti prioritari da trattare nei futuri tavoli tecnici. Tutti, prima di entrare nel merito abbiamo manifestato la necessità che ai tavoli ci siano almeno tre rappresentanti per O.S. e non uno come richiestoci per la convocazione odierna.

La FGU ha ribadito tutte le questioni  rimaste in sospeso e che più volte abbiamo affrontato e messo in evidenza  con documenti inviati sia all’ARAN che al Ministro, precedente ed attuale, questioni che bisogna affrontare e risolvere prima del rinnovo contrattuale.

Inoltre:

Abbiamo chiesto la prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico sul Sistema di classificazione del personale, avviato in ARAN e mai concluso (ex art. 55 CCNL 2000 e ex artt. 77 e 78 CCNL 2006), le attuali 4 categorie professionali non rispecchiano le necessità legate al modello organizzativo, sociale ed economico, registrato nell’ultimo ventennio nelle Università.

Il riavvio del tavolo tecnico che tratti delle questioni irrisolte del personale universitario che opera nelle AOU ove vi è una grave carenza normativa con  la mancata emanazione dei Decreti interministeriali che ha  generato negli anni una progressiva ed inarrestabile perdita in organico  di personale universitario a  favore di quello del SSN.

La prosecuzione dei lavori del  tavolo sulla questione dell’inquadramento dei CEL e dei tecnologi.

La rivisitazione della L.240/2010 che con l’autonomia, ma forse sarebbe meglio definirla “anarchia”  concessa alle Università ha consentito alle stesse di interpretare leggi nazionali a proprio uso e consumo creando forti disparità di trattamento, sia a livello territoriale che tra categorie.

Definire la problematica dei lavoratori precari dell’Università, argomento più volte affrontato e mai risolto.

Rivedere il metodo di attribuzione dei punti organico che penalizza fortemente il personale T.A. per il turnover.

Rivedere le modalità di attribuzione e di finanziamento delle PEO ( Incremento del Fondo e regole chiare) e PEV.

Il Capo gabinetto  del Ministro in conclusione ha espresso  la necessità di accomunare dove possibile le tematiche, la FGU condividendo tale proposta, utile a ridurre i tempi operativi, si adopererà affinché subito dopo si inizi il confronto per il rinnovo del CCNL.

Sarà nostra cura informarvi sugli sviluppi successivi delle materie rappresentate.

Il Coordinatore Nazionale Vicario FGU Gilda Unams Università

Antonio Sorio

 

Al Ministro Manfredi - Nota unitaria:richiesta revisione DM n 82 del 14 maggio 2020

DM n.82 del 14 maggio 2020 - Requisiti minimi docenza ai fini dell'accreditamento iniziale e periodico dei corsi di studio -.

In data 19 maggio 2020 le  OO.SS. Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola, Snals Confsal, FGU Gilda Università, venute a conoscenza dell’emanazione del DM con il quale  il MUR ha inteso modificare il numero minimo di docenti di riferimento ai fini dell’accreditamento iniziale e periodico dei corsi di studio per quanto attiene la classe L/SNT/01 relativamente ai corsi di laurea per la professione di infermiere, hanno inviato una nota al ministro Manfredi di cui al seguente link: Nota unitaria:richiesta revisione DM  n 82 del 14 maggio 2020

 

Lettera al Ministro del MUR Prof. G. Manfredi : lockdown fasi 2 e 3, buoni pasto,lavoro agile Università

Il Coordinamento Nazionale della FGU Università informa che in data odierna è stata inviata una nota  al ministro dell'Universita e della Ricerca Prof. Manfredi riguardo alle problematiche relative al lockdown fasi 2 e 3, buoni pasto,lavoro agile nelle Università

Vai alla nota : Lettera al Ministro MUR Manfredi_lockdown_fasi 2 e 3 _buoni pasto_lavoro agile_Università_07.05.2020

 

Sicurezza sul lavoro Fase 2 post lockdown - convocate dal Ministro Manfredi le OO.SS. dell'Università, della Afam e della Ricerca

Riguardante la  Fase 2 Sicurezza sul lavoro da Covid-19,  si terrà un incontro il 5 maggio pv per via telematica  con il Ministro  per confrontarsi  circa le misure  e le iniziative  che interesseranno l'Università, l'Afam ed Enti di Ricerca  nel post lockdown e fase 2.  Sarà cura della FGU Gilda Unams Università aggiornarvi sugli sviluppi successivi.

 

Nota sindacale unitaria FLc Cgil - Cisl Fsur - Uil Scuola Rua - Snals Confsal - Fgu Università - DPCM 26 aprile 2020 - Emergenza Epidemiologica da Covid-19 - Fase 2

Si informa che in data odierna è stata trasmessa ai rettori ed al Presidente della Crui una nota unitaria a firma delle OO.SS. rappresentative FLc Cgil - Cisl Fsur - Uil Scuola Rua - Snals Confsal - Fgu Università, riguardo al DPCM 26 aprile 2020 - Emergenza Epidemiologica da Covid-2019 - Fase 2.

Le OO.SS nella nota allegata. richiamano all'attenzione delle Amministrazioni Universitarie ad adottare una serie di adempimenti (obbligo a redigere il DVR aggiornato all’emergenza da SARS CoV2) e di tutte quelle misure sostanziali che necessitano di un previo ampio confronto con gli RLS e le parti sociali, anche al fine di evitare contrasti con le OO,SS. sui posti di lavoro e l'inevitabile contenzioso che ne potrebbe derivare.

Si ritiene imprescindibile che l'esigenza di garantire lo svolgimento dell'attività universitaria dovrà conciliare necessariamente con l'esigenza di salvaguardare il diritto alla salute ed alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori delle università.

Nota Sindacale Unitaria del 28.04.2020 DPCM 26 aprile 2020 - Emergenza Epidemiologica da Covid-2019 - Fase 2

 

Lettera al Ministro del MUR Prof. Manfredi ''Richiesta incontro urgente- Fase 2 Sicurezza da Covid-19

In riferimento alla “Lettera al Ministro del MUR Prof. Manfredi ''Richiesta incontro urgente- Fase 2 Sicurezza da Covid-19” di seguito riportata, si precisa che la parte relativa al punto “Informazione e adozione di linee guida e misure preventive per il contenimento e la gestione dell’epidemia da COVID-19” tratta di punti esposti dai colleghi della UNICOBAS Scuola & Università di Bari che condividiamo e con i quali collaboriamo sui temi della sicurezza sul lavoro all’interno dell’Ateneo di Bari.

Il coordinamento nazionale


 

Al Prof. Gaetano Manfredi

Ministro Università e Ricerca

ROMA

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Oggetto: Richiesta incontro urgente

Egregio Signor Ministro,

per vie informali siamo venuti a conoscenza di un incontro che dovrebbe tenersi a breve dal suo Ministero in videoconferenza, speriamo con tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, per discuterete e confrontarsi su un possibile scenario di ripartenza, anche nelle Università, a partire dal prossimo 4 maggio, come è stato comunicato dal Premier Conte.

Abbiamo appreso delle prime indicazioni a firma del Ministro dell’Università e della Ricerca inviata alla CRUI, CUN e CNSU la tempistica di massima delle fasi di rientro, con cui si è chiesto agli organi sopra riportati “indicazioni ed osservazioni in proposito”; a nostro avviso, le indicazioni risultano essere molto generiche e non esaustive per assicurare una ripresa delle attività universitarie in sicurezza, dimenticando, per altro, di far pervenire la stessa richiesta anche alle OO.SS rappresentative del comparto.

Ci risulta invece che il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell’economia, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute hanno sentito nuovamente Cgil, Cisl e Uil per l’aggiornamento del Protocollo sulla sicurezza da loro sottoscritto lo scorso 14 marzo.

Ci chiediamo come sia possibile che una materia così importante come la sicurezza sul lavoro possa essere trattata dal governo esclusivamente con delle OO.SS. che rappresentano una parte nel P.I., senza dimenticare che la sicurezza sul lavoro è materia contrattuale, come abbiamo già avuto modo di ricordare anche in un nostro precedente documento (link),  per cui volenti o nolenti sullo stesso argomento, nessuna OO.SS. rappresentativa potrà essere esclusa dal confronto.

Il mondo Universitario, come sa bene è vasto e variegato, comprende non solo il personale contrattualizzato T.A.B. ma anche la componente docente, il personale delle Facoltà Mediche incardinato nelle AA.OO.UU. o in convenzione con il SSN e l’utenza composta dagli studenti e  dai pazienti, è una realtà complessa e va vista nell’insieme pur dovendo intervenire con appropriate  e specifiche misure  per ciascuno di questi ambiti.

Questa fase emergenziale, di specifico contrasto al diffondersi dell’epidemia da COVID-19 deve essere utilizzata come base per programmare delle linee guida sulla sicurezza sul lavoro in generale basate soprattutto sulla prevenzione.

Senza dimenticare che nell'ambito della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro sono già indicate delle particolari figure professionali quali; l’Esperto Qualificato,

l’RSPP, gli ASSP e gli stessi RLS che insieme collaborano nelle attività di prevenzione e controllo della sicurezza sul lavoro.

Per i motivi su esposti si rende necessario un coinvolgimento di tutte le parti sociali rappresentative del Comparto al fine di addivenire ad un intervento, anche normativo condiviso,  in cui tutte le parti si sentano parte attiva del sistema sicurezza, a maggiore ragione nel nostro comparto che ha il compito e la responsabilità di sperimentare e sviluppare sistemi, tecniche e metodiche nell’ambito della sicurezza sul lavoro che trovino poi applicazione pratica nel complesso mondo produttivo del nostro paese.

Siamo convinti che serva una definitiva inversione di rotta rispetto ai pesanti tagli subiti nell’immediato passato, con la previsione di immettere nel sistema universitario risorse finanziarie ulteriori e in parte dedicate a poter eseguire in modo eccellente le linee che il governo andrà a legiferare.

Per questi motivi riteniamo doveroso poter dare anche il nostro contributo nelle azioni che concretamente il Suo Ministero vorrà adottare nel perfezionare le linee guida in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro, di seguito e in modo sintetico le sponiamo alcune nostre idee sull’argomento in questione che avremmo piacere di discutere con la S.V.;

Informazione e adozione di linee guida e misure preventive per il contenimento e la gestione dell’epidemia da COVID-19 .

INFORMAZIONE E FORMAZIONE

-       Stabilire un programma di aggiornamento della formazione e informazione dei dirigenti, dei preposti e degli RLS sui rischi biologici e sulle misure di contenimento del virus. Programmare corsi in modalità FAD.

-       Inserire nei corsi di laurea moduli di insegnamento adeguati per l’informazione degli studenti sul significato delle misure di contenimento e sulle istruzioni all’impiego di comportamenti opportuni per limitare i contagi. [Obbligatori prima dell’inizio dei tirocini]

-       Individuare codici di comportamento e buona prassi ai fini della prevenzione della diffusione dei contagi e darne ampia diffusione e pubblicizzazione adeguata presso tutti i luoghi di lavoro e siti istituzionali e dipartimentali.

-       Informare e sensibilizzare tutti gli utenti ed i lavoratori ad attenersi ai comportamenti preventivi volti a limitare il contagio mediante cartellonistica e avvisi in tutti i plessi degli Ateneo (uffici, segreterie, aule ecc.).

-       Stabilire un programma di informazione e formazione di tutti i lavoratori e figure equiparate che gradualmente rientreranno nei luoghi di lavoro e inizio di un piano di formazione incrociata dei lavoratori, in modo da garantire la flessibilità operativa, in caso in cui altri lavoratori siano assenti per motivi legati all’emergenza.

SORVEGLIANZA SANITARIA

-       Aggiornamento e andamento dei dati epidemiologici, in forma anonima, dell’emergenza da COVID-19 tra il personale universitario (contagi, tamponi eseguiti, quarantena, ricoverati in strutture sanitarie, ecc.).

-       Determinare un piano di monitoraggio attraverso misuratori di temperatura, tamponi e/o analisi sierologiche affidabili e disponibili allo stato dell’arte e stabilire la programmazione di adeguata sorveglianza sanitaria.

-       Preparare protocolli di comportamento e avviso del personale nei casi di sospetto o reale contagio per se stessi o nei casi di sospetto o reale contagio di uno stretto familiare (stabilire luoghi di quarantena dell’università come collegi o foresterie).

-       A livello aziendale devono essere costituite unità di crisi, includenti dirigenza, responsabili del rischio, rappresentanti di lavoratori, organizzazioni di studenti e degli utenti (o anche tribunale del malato); l’unità deve verificare il rischio nei tre livelli di monitoraggio: Manageriale (triage screening, quarantene), Ambientale (igiene degli ambienti e dell’aria, sanificazione) e Individuale (rispetto delle norme e accessibilità ai presidi)

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

-       Aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per i sopravvenuti rischi biologici in tutte le Università.

-       Determinare un piano di rientro graduale alle attività lavorative stabilendo i servizi che si intende riattivare in modalità frontale, i luoghi di lavoro che verranno impegnati, le attività che si intende riattivare e le unità di personale coinvolte (organizzazione del lavoro). Rispettando i DVR aggiornati e tenendo conto di tutte le azioni preventive che verranno determinate (distanziamento opportuno e impiego di DPI, numerosità e regolazione del ricevimento dell’utenza).

-       Favorire turnazione e orari flessibili per il personale che rientra alle attività frontali. Favorire e migliorare i servizi in modalità di lavoro agile.

-       Istituire un tavolo tecnico congiunto Osservatorio e RLS, ove fossero presenti, per la definizione del piano di emergenza aziendale per epidemie e pandemie, utile sia per programmare la cosiddetta fase 2 di riapertura selettiva e specifica di alcuni settori, non che utile in futuro per affrontare casi epidemici di varia natura biologica.

-       Rafforzare il Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Ateneo con integrazione del servizio di RSPP e ASPP dei Dipartimenti (ASPP dedicati all’area sicurezza nei Dipartimenti).

-       Istituire un sito virtuale per gli RLS, dotato di adeguati servizi per la diffusione delle informazioni in materia di sicurezza sul lavoro e iniziative di formazione specifica (sportello RLS di Ateneo).

-       Mettere a punto un sistema di rilevazione delle presenze su app o PC.

-       Mettere a punto un piano della prevenzione dello stress lavoro correlato con accessibilità a supporto, counselling ed eventualmente terapia qualora fosse utile. Attivazione di un punto di ascolto per eventuali problematiche anche tecniche emerse.

-       Definire in collaborazione con il CUG e con gli eventuali interessati un piano di protezione specifica per il personale con disabilità e di accesso facilitato per gli utenti con disabilità

-       Per le aziende ospedaliero universitarie definire dei tavoli di intesa coinvolgenti responsabili della sicurezza e coordinatori dei corsi di laurea e responsabili delle scuole di specializzazione per stabilire dove e quando consentire l’accesso ai tirocini formativi e con quali presidi di sicurezze

DPC e DPI

-       Individuare delle procedure di pulizia (corredare di informazioni di uso) e i prodotti adeguati (candeggine e detergenti, soluzioni alcoliche ecc.) che il personale in servizio possa utilizzare per la sanificazione del proprio posto di lavoro quando necessario.

-       Adozione di adeguati Dispositivi di Protezione Collettiva come i dispenser di gel (non solo all’ingresso dei plessi) negli appositi spazi segnatamente indicati all’ingresso degli accessi ai luoghi di lavoro (uffici, corridoi, aule e laboratori). Schermi di protezione per il personale adibito ai servizi che prevedono contatto con elevato numero di colleghi e o utenti (sportelli front office). Saponi disinfettanti e asciugamani monouso nei bagni.

-       Programmazione di interventi di pulizia e sanitizzazione approfondita, straordinaria e periodica, dei luoghi di lavoro. Sanificazione degli impianti di condizionamento dell’aria, degli ascensori (limitare l’uso degli stessi e utilizzare pellicole protettive più facili da disinfettare e rimovibili sulle pulsantiere esterne ed interne), degli studi e delle aule e laboratori (attraverso aziende specializzate).

-       Adozione di adeguati DPI: individuare i criteri di scelta, le caratteristiche tecniche e l’efficacia di dispositivi di protezione individuale (DPI) comuni a tutti i lavoratori e/o specifici per coloro che svolgono attività a più alto rischio (mascherine, visiere e occhiali di protezione, guanti, camici monouso, ecc.).

-       Individuare dei depositi di stoccaggio e approvvigionamento dei DPI nei vari Dipartimenti.

-       Individuare una serie di fornitori (diversificare i fornitori) dei DPI e programmare gli acquisti nel tempo.

-       Individuare procedure di disinfezione dei DPI che consentano di riutilizzare o aumentare la vita media dei dispositivi di protezione individuale e installazione di armadietti e sistemi di disinfezione dei DPI nelle immediate vicinanze dei luoghi di lavoro dove il consumo degli stessi è maggiore come laboratori di ricerca o altri (creazione di una area pulita).

-       Fornitura dei suddetti dispositivi per i lavoratori impegnati nelle diverse attività lavorative e rilascio di informazioni/istruzioni adeguate sull’impiego corretto, procedure di sanificazione e smaltimento dei DPI (kit di protezione).

-       Aumentare la percentuale dei fondi dei progetti di ricerca da destinare alla sicurezza sul lavoro, che possa consentire di formare un adeguato deposito di DPI (attività di ricerca e di didattica nei laboratori).

Roma 26.04.2020

Il Coordinatore Generale Nazionale

FGU Dipartimento Università

Arturo Maullu

Lettera al ministro MUR del 26.04.2020 ''Richiesta incontro urgente - fase 2 da Covid-19 ''

 

Nota FGU e SNALS del 22.04.2020 su parere CODAU e Corte dei Conti - SW e Buoni pasto

 

ARAN Orientamenti Applicativi '' trasferimento del dirigente sindacale all’interno del medesimo ente ma in unità organizzativa diversa’’

L'ARAN con l'orientamento applicativo - Contratti quadro CQRS135 risponde al seguente quesito ‘’E’ sempre necessario il nulla osta del sindacato di appartenenza del dirigente sindacale in caso di trasferimento dello stesso all’interno del medesimo ente ma in unità organizzativa diversa?''

Per quanto di competenza, si osserva che la questione rappresentata è regolata dall’art. 20, comma 4 del CCNQ del 4 dicembre 2017 il quale prevede che il nulla osta della organizzazione sindacale di appartenenza del dipendente/dirigente sindacale deve essere acquisito preventivamente dalla amministrazione nel solo caso in cui l’unità organizzativa verso la quale avviene il trasferimento sia collocata in un comune o circoscrizione diversa da quella di assegnazione.Pertanto, laddove il trasferimento in diversa Unità Organizzativa non abbia comportato per il dirigente sindacale un cambio di comune o di circoscrizione della sede di servizio, lo stesso non necessita di nulla osta. Fonte: Aran.it

 

Comunicato sindacale ''protocollo OO.SS. Confederali – Ministero P.A. in materia di sicurezza sul lavoro''


Oggetto:Protocollo OO.SS. Confederali – Ministero P.A. in materia di sicurezza sul lavoro

Ci giunge notizia che in alcuni Atenei si vuole dare applicazione, non si sa bene con quali modalità,  ad un protocollo sottoscritto dalle sole confederazioni CGIL, CISL e UIL in materia di sicurezza sul lavoro e poi fatta discendere, a cascata,  in tutti i comparti del P.I. a   firma, nel caso in questione, dei responsabili dei settori Scuola, Ricerca, Afam  e Università.

Indipendentemente dalla bontà o meno dei contenuti di questo “protocollo” il metodo è quantomeno discutibile, visto che sottrae questa importante materia alla contrattazione nazionale  e di conseguenza  anche a quella di secondo livello di cui sono titolari come nel nazionale, tutti i sindacati rappresentativi e, sempre a livello locale, anche gli RLS.

Soprattutto per quanto riguarda la parte sulla prevenzione, il tema più ricorrente è legato agli obiettivi di miglioramento della sicurezza sul lavoro, così come  l’ottimizzazione dei sistemi di sicurezza; è un tema che viene trattato solo negli accordi di secondo livello in base alle specificità in essere in ogni amministrazione.

Nel caso del settore Università vi è poi tutto un mondo, quello delle AOU, dove opera personale misto universitario e ospedaliero per il quale non è, soprattutto in questa fase, pensabile utilizzare gli stessi parametri di salvaguardia e sicurezza che possono ritenersi validi per altre categorie del P.I. in generale.

In conclusione,  siccome tutte le altre confederazioni e sigle rappresentative sono state escluse dalla trattativa ma semplicemente invitate ad aderire a cose fatte, noi chiaramente non condividiamo questo metodo e non aderiremo o firmeremo nessun accordo locale che voglia semplicemente “adottare” il protocollo firmato solo da CGIL , CISL e UIL.

Nel caso in cui, invece, si volessero creare  dei gruppi di lavoro per attuare questo “protocollo” ricordiamo che esiste già un organo preposto all’uopo, sono gli RLS che hanno  piena competenza in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, COVID19  compreso.

Roma 07.04.2020

Il Coordinatore Generale Nazionale FGU Università

Arturo Maullu

 

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