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L'Inps, con il messaggio del 14 agosto 2018 fornisce ulteriori chiarimenti per sistemare la propria posizione assicurativa anche dopo il 1 gennaio 2019

In merito alla prescrizione dei contributi dei dipendenti iscritti alle gestioni pubbliche, conflui...

Congedo biennale e permessi 104/92, Inps: possono essere cumulati e senza ripresa lavoro

L’Inps, con messaggio n. 3114 del 07/08/2018, ha fornito indicazioni in merito alle modalità di fr...

Pensioni 2019, guida alle novità: requisiti, calcolo e riforme

Cambiano i requisiti per andare in pensione dal 1° gennaio 2019, così come i coefficienti per il cal...

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Messaggio INPS ''Chiarimenti sull’assoggettabilità contributiva ai fini pensionistici e dei trattamenti di fine servizio della voce retributiva “elemento perequativo”, prevista nei CCNL dei dipendenti pubblici triennio 2016-2018

L'INPS a seguito dei diversi quesiti pervenuti alle sedi territoriali dell'Istituto di Previdenza, con il messaggio n.3224 del 30 agosto 2018 fornisce i necessari chiarimenti riguardo alla voce stipendiale denominata ''emolumento perequativo'' (introdotto sino al 31 dicembre 2018) con il rinnovo dei CCNL dei dipendenti pubblici per il  triennio 2016-2018.

 

L'Inps, con il messaggio del 14 agosto 2018 fornisce ulteriori chiarimenti per sistemare la propria posizione assicurativa anche dopo il 1 gennaio 2019

In merito alla prescrizione dei contributi dei dipendenti iscritti alle gestioni pubbliche, confluite nell’INPS, si chiarisce che la posizione assicurativa potrà essere sistemata anche dopo il 1° gennaio 2019. Questa data ha rilievo per i rapporti fra INPS e datori di lavoro pubblici, perché mutano le conseguenze del mancato pagamento contributivo accertato dall’Istituto.Il 31 dicembre 2018 non deve essere considerato come la data ultima entro cui l’iscritto/dipendente pubblico può chiedere la variazione della propria posizione assicurativa, ma come il termine che consente al datore di lavoro pubblico di continuare ad applicare la precedente prassi consolidata nella Gestione dell’ex INPDAP che individuava la data di accertamento del diritto alla contribuzione di previdenza e assistenza come giorno dal quale inizia a decorrere il termine di prescrizione.

 

Congedo biennale e permessi 104/92, Inps: possono essere cumulati e senza ripresa lavoro

L’Inps, con messaggio n. 3114 del 07/08/2018, ha fornito indicazioni in merito alle modalità di fruizione dei permessi previsti dall’articolo 33 della legge n. 104/92 e del congedo straordinario previsto dall’articolo 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001.

 

Sentenza Corte di Cassazione - E' possibile monetizzare le ferie non godute, ma nel P.I. occorre fornire la prova che il mancato pagamento è dipeso da motivate esigenze di servizio o da cause di forza maggiore.

Tratto da:ilquotidianodellapa.it - Nel pubblico impiego occorre fornire la prova che il mancato pagamento è dipeso da motivate esigenze di servizio o da cause di forza maggiore.

Un dirigente di una Asl emiliana otteneva dal Tribunale del lavoro una sentenza favorevole che gli riconosceva il diritto alla monetizzazione delle ferie (pari a 246 giorni) non godute. La Corte d’appello di Bologna, in riforma della sentenza di primo grado, ha accolto la domanda dell’Azienda.

 

 

Pensioni, Anche l'indennità di fine servizio (TFS) dei lavoratori pubblici è pignorabile

Diverse sentenze della Corte Costituzionale hanno fatto venire meno la tradizionale distinzione in merito alla pignorabilità del trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici.Molti lavoratori soprattutto ex lavoratori del settore pubblico si domandano spesso se l'indennità di fine servizio, il TFS, possa formare oggetto di pignoramento in caso di procedura esecutiva avviata dal terzo creditore. In passato, infatti, per i lavoratori del pubblico impiego erano in vigore norme più favorevoli che sostanzialmente limitavano la possibilità di aggredire il TFS a differenza di quanto accadeva per i lavoratori dipendenti del settore privato. In origine il trattamento di fine servizio per i dipendenti pubblici era definito impignorabile ai sensi dell'articolo 21 del DPR 1032/1973 salvo il caso di risarcimento del danno causato dal dipendente all'amministrazione pubblica. La norma, tuttavia, è stata dichiarata costituzionalmente illegittima con le sentenze della Corte costituzionale n. 99 del 1993 e n. 225 del 1997.

Leggi tutto l'articolo: www.pensionioggi.it

 

PA: CGS A BONGIORNO, NON SVILIRE RUOLO SINDACATI

Stabilizzazione dei precari, assunzioni per il ricambio generazionale ma soprattutto attenzione alla condizione di alcune professioni che svolgono attività usuranti. Sono queste alcune delle priorità esposte  dalla Confederazione generale sindacale (Cgs), nel corso del primo confronto con il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno tenutosi il 27.07.

 

Buoni pasto, c'è la svolta: ad agosto cambia tutto

I dipendenti pubblici non resteranno senza ticket a lungo. La conferma del ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno: “Fatto un passo in avanti”

Continua a tenere banco la complicata vicenda dei buoni pasto. Dopo alcuni disservizi e la disdetta da parte della Consip della convenzione con Qui!Group, arrivano nuove notizie per gli statali rimasti senza i famigerati ticket. Il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ha confermato di essere al lavoro per “risolvere la situazione prima possibile evitando di danneggiare ulteriormente i dipendenti pubblici”. “Entro i primi giorni di agosto – ha concluso il ministro – dovrebbe esserci un nuovo fornitore che erogherà i buoni pasto. Si tratta di un primo passo in avanti.

Fonte: http://www.today.it/economia/buoni-pasto-statali-ultime-notizie.html

http://www.today.it/economia/buoni-pasto-non-accettati-perche.html

 

Sentenza Corte di Cassazione ''Per la Suprema Corte la diffamazione sui social network nei confronti del proprio datore di lavoro è giusta causa di licenziamento''

Si può erroneamente pensare che utilizzare espressioni offensive e diffamatorie sui social network contro il proprio datore possa non avere ripercussioni sulla propria stabilità lavorativa.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10280 del 27 aprile 2018, ha posto un punto fermo sulla questione: le critiche offensive del lavoratore postate sulla propria bacheca facebook creano un grave danno all’immagine aziendale ed hanno natura diffamatoria tale da giustificarne il licenziamento.

 

Pensioni 2019, guida alle novità: requisiti, calcolo e riforme

Cambiano i requisiti per andare in pensione dal 1° gennaio 2019, così come i coefficienti per il calcolo contributivo dell’assegno previdenziale; guida a tutte le novità.

Dal 1° gennaio 2019 i requisiti per andare in pensione subiranno una notevole variazione; la Legge Fornero, infatti, ha disposto che d’ora in avanti ci dovrà essere un adeguamento biennale con le aspettative di vita rilevate dall’Istat.Quindi, considerando che l’Istat ha evidenziato un aumento di 5 mesi delle aspettative di vita degli italiani, anche i requisiti per la pensione dovranno adeguarsi. Ciò porterà ad un innalzamento dell’età pensionabile, con l’esclusione di alcune categorie di lavoratori.Allo stesso tempo l’adeguamento con le aspettative di vita ha portato anche alla riduzione dei coefficienti di trasformazione utilizzati per il calcolo contributivo; per questo motivo i trattamenti previdenziali liquidati dal 1° gennaio 2019 saranno più bassi di quelli di quest’anno.

 

Corte Costituzionale ''Indennità di Maternità, Il congedo straordinario per assistere i disabili è irrilevante''

Fonte Pensionioggi.it - Lo ha stabilito la Corte Costituzionale dichiarando in parte l'illegittimità dell'articolo 24 del testo unico sulla maternità. L'indennità può essere fruita anche dalla madre che sia stata assente dal lavoro per oltre 60 giorni per assistere il familiare disabile. Il congedo straordinario non pregiudica l'indennità di maternità. In particolare, nel calcolo dei 60 giorni, tra l'inizio della maternità e la fine del rapporto di lavoro, periodo che assicura il diritto all'indennità, non si tiene conto - al pari di quanto avviene nei casi di malattia e gli infortuni - dei giorni di congedo straordinario di cui la lavoratrice gestante abbia fruito per l'assistenza al coniuge convivente o a un figlio, portatori di handicap in situazione di gravità. E' questo il principio fissato dalla Corte Costituzionale con la sentenza numero 158/2018 depositata ieri con la quale i giudici hanno dichiarato l'illegittimità parziale dell'art. 24, comma 3, del dlgs n. 151/2001 (Tu maternità).

 

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