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Documento CRUI sulla Medicina Universitaria 10/2014 - Allegati

Documento CRUI sulla Medicina Universitaria 10/2014  - Premessa e Riferimenti Normativi - Gestione della Medicina Universitaria - La Formazione Medico-Sanitaria e Specialistica - Accesso programmato al Corso di Studio in Medicina e Chirurgia - Ricerca Sanitaria - Allegati

 

Problematiche Ud'A - il CSA della Cisal Università chiede l'intervento del prefetto di Chieti

Rete8 Intervista il segretario nazionale Giuseppe Polinari

Chieti 8.10.2014 " Prima di tutto chiederemo un incontro urgente al prefetto di Chieti, subito dopo andremo in Procura e anche lì pretenderemo di sapere, da chi sta svolgendo le indagini su talune ormai note vicende interne alla d'Annunzio, perchè nulla si muove, ma soprattutto perchè questo signore continua a permettersi certe azioni dal sapore spudoratamente antisindacale!". Senza mezzi termini il segretario nazionale Cisal-Università Giuseppe Polinari: è arrivato oggi da Roma per incontrare gli iscritti al suo sindacato, tra gli oltre 300 amministrativi Ud'A in stato di agitazione da ormai tre mesi ( ossia da quando è scoppiata la bomba dell'IMA tagliata in busta paga dal dg Del Vecchio), Polinari si domanda "come sia possibile che un direttore generale di un'università, perlaltro così rappresentativa del territorio abruzzese anche solo per il nome che porta, possa gestire questioni così delicate per l'immagine dell'Ateneo e la vita dei suoi dipendenti con fare mai conciliante, anzi alzando ogni giorno un muro sempre più alto".

 

CISAL - richiesta interpellanza parlamentare per mancata convocazione

La Confederazione CISAL, alla luce della mancata convocazione da parte del Governo per l'incontro con i rappresentanti sindacali del 7 u.s. si è attivata a chiedere una interpellanza parlamentare di cui si riporta il testo quì di seguito.

 

COMUNICATO STAMPA CISAL - Il Governo Renzi discrimina la CISAL

Francesco Cavallaro - Segretario Generale  CISAL

Roma, 07/10/2014 – Escludendo la CISAL dal confronto di questa mattina tra il Governo e i vertici sindacali, il Governo Renzi ha attuato una grave forma di discriminazione nei confronti della Confederazione storica dell’autonomia sindacale, presente nel mondo del lavoro dal 1957. “Non è un bel gesto”, commenta il Segretario Generale Francesco Cavallaro. “Non lo è in assoluto e contraddice lo stesso Premier, che lamenta un deficit di democrazia sindacale nel nostro Paese e per questo sostiene la necessità di una legge sindacale. Ma la democrazia, intanto, perché non comincia a rispettarla lo stesso Presidente del Consiglio?”. Fonte cisal.org

 

 

Comunicato Segreteria Nazionale

A cura di Arturo Maullu - Segretario Generale CSA della Cisal Università

L’incontro tenutosi all'ARAN ha confermato la totale chiusura da parte del governo per la riapertura delle trattative per i rinnovi dei Contratti nel Pubblico Impiego bloccati ormai dal 2009.

L’ARAN infatti, nel corso dell’incontro con i sindacati, si è limitata a discutere esclusivamente di argomenti inerenti la parte normativa, (in pratica stanno cercando di limare ulteriormente i diritti acquisiti, quali le assenze per malattia, i permessi studio, etc..), senza entrare nel merito del blocco economico dei contratti. Così, mentre da una parte si lamenta la stagnazione dei consumi (siamo in deflazione) e si costringono circa 3 milioni di lavoratori con le loro famiglie a limitare ulteriormente le spese, con conseguenze sempre più gravi sull’intero sistema economico, dall’altro, si impedisce l’adeguamento degli stipendi bloccati ormai da 5 anni.

 

Istat: spesa per gli statali giù di 7,8 mld in tre anni

Secondo l'Istituto di statistica, tra il 2010 e il 2013 il costo per i dipendenti pubblici è sceso del 4,5% del totale. A determinare i risparmi il blocco della contrattazione e i limiti al turnover. La voce "redditi da lavoro dipendente" per lo Stato è sempre più leggera: il costo dei dipendenti pubblici si è ridotto in soli tre anni di quasi otto miliardi di euro. Certo, si parla sempre di cifre significative, siamo a 164,7 miliardi di euro, ma il blocco della contrattazione e i limiti al turnover hanno prodotto i loro effetti.

 

Riforma Pensioni, nelle Pa scatta il pensionamento d'ufficio

Per effetto del decreto legge di Riforma della Pubblica Amministrazione la generalità dei dipendenti pubblici potrà essere collocata a riposo d'ufficio già a 62 anni a condizione che siano stati raggiunti i requisiti per la pensione anticipata. Con la definitiva conversione in legge del provvedimento di Riforma della Pubblica Amministrazione sono entrate in vigore alcune misure che interessano l'età pensionabile nel pubblico impiego. In particolare sarà piu' difficile per i lavoratori delle Pa raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia, fissati com'è noto, in 66 anni e 3 mesi di età, qualora sia stato perfezionato un diritto a pensione anticipata prima dell'età per il trattamento di vecchiaia. L'articolo 1 del Dl 90/2014 concede infatti la facoltà di procedere al collocamento d'ufficio i lavoratori che abbiano raggiunto i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 6 mesi per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini) all'età di 62 anni. La legge prescrive che la decisione della Pa dovrà essere in tal caso motivata con riferimento alle esigenze organizzative e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi e data con un preavviso di 6 mesi all'interessato. La risoluzione potrà riguardare, per esplicita indicazione, anche i dirigenti. La risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro può anche essere esercitata, con le medesime condizioni, nei confronti dei dirigenti medici del ruolo sanitario ma in tal caso non prima dei 65 anni.

 

Ufficio Studi - Previdenza‘’Chiarimenti Ulteriori:OPZIONE DONNA’’

Dopo la pubblicazione dell'articolo su questa pagina web dal titolo ‘’Pensione Anticipata Donne - Sono già 15.000 le domande’’ sono giunte molte telefonate ed email in cui la maggior parte delle dipendenti ponevano questa domanda: l’ opzione donna verrà estesa anche a coloro che matureranno i requisiti, età e anni di servizio, nel corso del 2015? Abbiamo quindi girato la domanda al dott Curcio.

 

Fessi & Contenti

A cura di Arturo Maullu - Segretario Generale del CSA della Cisal Università

Dopo aver dedicato tantissimi anni della mia vita lavorativa al sindacato, il prossimo maggio, dopo oltre 42 anni di lavoro me ne andrò in pensione (forse) con 1500 euro al mese, ovviamente senza nessuna integrazione, anche se una legge ignobile e immorale mi consentirebbe di poterla avere praticamente a gratis, visto che sono segretario generale di un sindacato maggiormente rappresentativo. Purtroppo, in Italia, non solo il falso in bilancio, ma anche l’illecito morale non è un reato penalmente rilevante così come l’etica morale è un significato avulso e lontano anni luce dai comportamenti di questi ‘’parassiti’’ della società. Mi chiedo però cosa pensino di tutto ciò gli iscritti di quello e degli altri sindacati, in cui si attuano comportamenti simili e dove questo ‘’ladrocinio’’ è consentito, a questa domanda, mi piacerebbe anche avere da loro una risposta.

 

Sentenza del Consiglio di Stato: Spettano anche al padre i riposi giornalieri di allattamento anche se la madre non lavora

E’ illegittimo  respingere la domanda del dipendente  volta ad ottenere il riconoscimento del diritto a fruire dei riposi giornalieri di cui all’art. 40 del D.L.vo 26 marzo 2001 n. 151 con decorrenza dal giorno successivo al compimento del terzo mese di vita del figlio. Con la Sentenza n. 4618 del 10 settembre 2014 il Consiglio di Stato ha ribadito il diritto del padre ad usufruire dei riposi giornalieri di allattamento anche se la madre non lavora o è casalinga.

 

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luglio 2020 - giugno 2021


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