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Sentenza Corte di Cassazione - Il lavoratore sospeso è assolto: qualunque sia la formula di proscioglimento, le retribuzioni non percepite sono dovute

Così deciso dalla Corte di Cassazione, sezione Lavoro, con la sentenza n. 11391, pubblicata il 22 maggio 2014. In tema di sospensione cautelare dal servizio in pendenza di procedimento penale a carico del lavoratore, il principio secondo il quale quanto corrisposto a titolo d'indennità al lavoratore nel periodo della suddetta sospensione deve essere conguagliato con quanto dovuto se questi fosse restato in servizio, trova applicazione non solo nel caso di proscioglimento in sede penale con formula piena, ma anche nel caso in cui la durata della sospensione cautelare ecceda quella della sanzione della sospensione irrogata a conclusione del procedimento disciplinare riattivato a seguito della sentenza penale di proscioglimento, ma con formula diversa da quella "piena", in quanto altrimenti la perdita della retribuzione dovuta non sarebbe giustificata e finirebbe per gravare il lavoratore prosciolto di una vera e propria sanzione disciplinare aggiuntiva per fatto unilaterale del datore di lavoro. Fonte dirittoegiustizia.it

 

Lettera aperta alle lavoratrici ed ai lavoratori delle Università ''Costituito in ambito sindacale nazionale il Settore delle Pari Opportunità, Mobbing e CUG del CSA della Cisal Università''

Gent. Collega,

 

vogliamo informarti in premessa ed in estrema sintesi, che siamo da sempre un sindacato rappresentativo, uno dei cinque del Comparto Università e come Confederazione – di cui  facciamo parte costituente la CGU-CISAL, siamo la quarta forza nel P.I. a livello nazionale. Una tematica attuale in cui ci sentiamo particolarmente coinvolti, riguarda il benessere di chi quotidianamente si impegna sul posto di lavoro, che dati alla mano, interessa in modo negativo una platea di sempre maggior numero di lavoratori. La ns Federazione, all'interno della propria struttura organizzativa ha ritenuto reagire costituendo dei settori di competenza, tra cui quello denominato: PARI OPPORTUNITA’, MOBBING E CUG del CSA - CISAL UNIVERSITA (visionabili sul sito nazionale) con l’impegno di mettersi a disposizione di chi lo richiede, al fine di dargli risposte compiute in un momento di forte crisi economica e contrazione occupazionale, pertanto abbiamo preso l’impegno di voler sostenere ogni singolo lavoratore con il SETTORE PARI OPPORTUNITA’, MOBBING E CUG del CSA - CISAL UNIVERSITA’. Nell’ambito di una prima indagine conoscitiva il Settore delle Pari Opportunità, Mobbing e Cug - CSA della Cisal Università si è rivolto ai vostri segretari d’ateneo, ma ora si  rivolge al personale interessato potendo il Settore intervenire su formale segnalazione, in questi termini:

 

Ufficio Studi ''Chiarimenti Bonus 80€:a chi spetta''

Con le recenti misure adottate dall’attuale esecutivo e, più in particolare, con l’emanazione  dell’articolo 1 del  D.L. 24 aprile 2014, n. 66, è stata prevista una riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati, che è più nota agli Italiani come beneficio degli 80,00 euro.

L’Agenzia delle Entrate con circolare n.8/E del 28 aprile 2014(Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti), n. 48/E del 7 maggio 2014 (Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti) e n.9/E del 14 maggio 2014 (Direzione Centrale Normativa-Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti) ha emanato norme chiarificatrici circa le modalità di calcolo, di attribuzione ed eventuale futuro recupero del beneficio in questione.

 

Sottoscritto il CCNQ per la ripartizione dei distacchi e permessi alle Organizzazioni sindacali rappresentative nelle aree della dirigenza per il triennio 2013-2015

Permessi e distacchi sindacali per la Dirigenza Medica e Sanitaria: le nuove regole del CCNQ pubblicate in Gazzetta Ufficiale

Passa da 37 minuti a 52 minuti il monte ore di permessi aziendali per ogni Dirigente medico a tempo indeterminato e a 60 minuti per ogni Dirigente sanitario a tempo indeterminato. Per l’anno in corso vale il pro rata, ovvero 37 minuti fino al 4 maggio e 52 minuti dal 5 maggio in poi, con una media di 47 minuti per i dirigenti medici; mentre per i dirigenti sanitari si passa dai 37 minuti fino al 4 maggio a 60 minuti dal 5 maggio con una media di 52 minuti. Dal 2015 la disponibilità di 52 minuti (per i medici) e 60 minuti (per i dirigenti sanitari) sarà piena. Sono queste alcune delle novità su permessi e distacchi sindacali per la dirigenza, previste dal nuovo Contratto nazionale quadro 2013-2015 sottoscritto all’Aran il 5 maggio scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio.

 

Bonus 80 euro in busta paga, sì a disoccupati, in mobilità e Aspi

Colpo di scena sul bonus da 80 euro promesso dal governo Renzi: una circolare dell’Agenzia delle Entrate allarga, a sorpresa, la platea anche a disoccupati, cassintegrati e lavoratori in mobilità. Insomma, anche agli attuali percettori di Aspi – la nuova indennità di disoccupazione destinata a chi si sia trovato senza lavoro dopo la riforma Fornero – sarà destinato lo sgravio fiscale come annunciato dal premier. Un colpo elettorale davvero grosso a soli dieci giorni dal voto, dunque, che va ad allargare la già folta platea di coloro che percepiranno gli 80 euro al mese garantiti dal governo, nonostante le perplessità espresse dall’elaborazione dei ragionieri del Senato. Anzi, a dare manforte all’iniziativa del governo, è arrivata la circolare delle Entrate, che ha ampliato inaspettatamente i destinatari dell’acconto in busta paga. Fonte CGU-CISAL

 

 

CAVALLARO - CISAL ''FISCO E PREVIDENZA LE EMERGENZE DEL PAESE''

 

A decorrere dal mese corrente, il Governo erogherà 80 euro mensili a 10 milioni di lavoratori che hanno retribuzioni mensili al di sotto di 1500 euro al mese. Se non si vuole ritenere questa iniziativa una mossa meramente elettorale, la corretta chiave di lettura che ne deriva e che ci trova completamente d'accordo è chiara: le retribuzioni della quasi totalità dei lavoratori dipendenti italiani, sono insufficienti a garantire standard di vita adeguati. Tanto più ove si considerino i pensionati, gli incapienti e le partite IVA, oggi esclusi dal beneficio, ma per espresso impegno del Governo da recuperare con la prossima legge di stabilità, in quanto ben al di sotto dei 1500 euro di reddito. A fronte di una tale sconcertante realtà, confermata dal continuo crollo dei consumi, assistiamo ai soliti equilibrismi politici e alle solite elucubrazioni dialettiche nel tentativo di discarico di responsabilità!

 

Le biblioteche, i bibliotecari, il PTA, il sindacato e l’associazionismo professionale

A cura dell'Ufficio Studi del CSA della Cisal Università

Il nostro paese non brilla certo per l’attenzione che le istituzioni hanno verso la cultura e tanto meno verso le biblioteche. Oggi, tra l’altro,  molte biblioteche italiane, che sopravvivono a malapena con gli scarsi finanziamenti pubblici e che hanno fra i loro sostenitori economici le varie Province, oramai in via di abolizione, e/o i comuni  spesso in dissesto finanziario, sono disorientate e non hanno certezza del loro futuro. Chiedono finanziamenti che non arrivano,  non hanno i fondi per pagare  per tempo il personale, cercano una nuova identità per risolvere la crisi in cui versano ed in alcuni casi rischiano la chiusura per mancanza di fondi. Ma neanche le Biblioteche universitarie godono di vita migliore.

È prassi consolidata che la maggior parte dei consigli di amministrazione degli Atenei italiani si ricordino delle biblioteche quando le risorse economiche diminuiscono ed occorre   scegliere dove tagliare. In questo caso le biblioteche sono spesso le favorite.

Diverse Università  italiane mostrano anche scarsa attenzione nei confronti della professione del Bibliotecario  a causa di molteplici ragioni.

- Non c’è una organizzazione omogenea e ogni Ateneo con i propri statuti e regolamenti ha dato al sistema bibliotecario l’assetto che ha voluto non sempre rispettando la professionalità della categoria.

 

Cavallaro (Cisal) «Riforme, Fisco e Previdenza»

« Il principale nemico dello sviluppo è l’intollerabile e gigantesco fenomeno dell’evasione fiscale i cui costi vengono pagati dai cittadini onesti. La favola della flessibilità è solo tale ». Queste le parole di Francesco Cavallaro, Segretario Generale della Cisal, a margine delle celebrazioni per la festa dei lavoratori che quest’anno il sindacato ha organizzato nella città di Salerno. «I lavoratori non arrivano a fine mese - ha affermato Cavallaro - per la risalita si deve subito ridurre l’onere fiscale mediante una seria riforma». E proprio tale riforma è una delle prime priorità per le quali la Cisal si batte, oltre alla riforma anche per il sistema previdenziale, il mercato del lavoro e soprattutto la questione del Mezzogiorno. «Si deve invertire la rotta con la massima urgenza - chiosa il segretario generale - la questione è sempre la stessa: fino a quando i lavoratori ed i pensionati dovranno sopperire ai miliardi sottratti al fisco dall’evasione fiscale, non ci saranno mai risorse per far partire qualsiasi ripresa che non sia un effimero momento di gloria magari dovuto ad incrementi dell’export. Il sistema fiscale è il primo problema del Paese».  Leggi tutto -  Fonte Italyworknews.it

 

 

Il bibliotecario:una figura professionale da rivalutare

Francesco Lavorato e Paola Attanasio CSA della Cisal Università: << A distanza di oltre un anno dall’entrata in vigore della legge che decreta finalmente la professione di “bibliotecario”, questa figura essenziale, nell’ambito sia universitario che regionale e comunale, ancora non viene adeguatamente considerata e valorizzata. Un po’ per la scarsa conoscenza della legge n. 4 del 14 gennaio 2013 sulle “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” che stabilisce che, oltre alle professioni organizzate in ordini o collegi, esistono anche altre professioni, tra cui quella del bibliotecario, ed un po’ per la non omogeneità a livello nazionale degli statuti e dei regolamenti degli atenei universitari>> Leggi tutto l'articolo

Fonte Italyworknews


 

1° maggio festa del non lavoro, dei diritti negati; della parabola sindacale:

Parabola non intesa in senso letterario ma come figura geometrica, e sotto certi aspetti, anche come  racconto che dovrebbe dare un insegnamento morale.

Che i diritti dei lavoratori abbiano quasi raggiunto la fine discendente della parabola è sempre più evidente, un declino che è iniziato molti anni fa quando i vertici delle maggiori confederazioni sindacali collaterali ai partiti dominanti inventarono la cosiddetta “concertazione”. In pratica dalla fine degli anni 80 con la perdita di democrazia interna ed un’organizzazione verticistica, barattò gli interessi dei lavoratori con quelli del sindacato sempre più governato da una casta di politici mascherati da sindacalisti che spesso e volentieri hanno anche materialmente transitato poi tra le file di questo o quel partito assumendo  anche responsabilità dirette di governo.

 

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